lunedì 31 dicembre 2012

Montalcini, il teatro del cordoglio

E' morta Rita Levi Montalcini. Tenendo conto che aveva 103 anni non mi azzarderei a scrivere prematuramente, insomma prima o poi capita a tutti, se sei un over 100 diciamo che le probabilità di non arrivare a domani sono tante. Ma la cosa meravigliosa è stato leggere sui vari social networks le reazioni della gente comune. Posso capire i politici che devono dirsi addolorati e rilasciare tutti le stesse dichiarazioni di finto cordoglio, ma che cosa fa scattare nella testa di molti di noi il desiderio di scrivere pubblicamente mi dispiace, ciao Rita, una grande che se ne va? Ciao Rita? Era forse una parente, amica di bisbocce di gioventù? La vecchina della porta accanto? Decisamente no, nessuno la conosceva di persona, nessuno la conosceva attraverso il suo lavoro se non ricercatori e scienziati. Eppure il copia incolla delle frasi celebri è ovunque, come se pubblicarle sul proprio profilo facebook sia la cosa più logica dopo averle tenute scritte per anni nel libricino sul comodino, lette prima di andare a dormire insieme a quelle, che ne so, di Gandhi, Madre Teresa, Nelson Mandela, Martin Luther King e magari un certo Gesù. Dubito che tutti quelli che hanno postato la foto della signora della scienza le avessero mai sentite prima. Io personalmente non mi vergogno a dire che non avevo idea del perchè abbia vinto il nobel per la medicina. Ho dovuto guardare diversi programmi per saperlo: identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa. Chi ne sa qualcosa? Quanti di quelli che hanno pubblicato il proprio dispiacere hanno la più pallida idea di quale fosse il suo lavoro? Tutti sanno che era un genio, una grande scienziata, ma per sentito dire alla televisione, magari letto sul giornale, con quell'informazione superficiale di terza mano che nel libro della conoscenza vale meno di zero. Ma adesso sono addolorati. Ciao Rita. Un orgoglio italiano. Che però era ebrea, nata a Torino, ma ebrea. Che ha regalato un nobel all'Italia per studi effettuati in America, con ricercatori americani, srtutture americane e sovvenzioni americane. Che ha creato una fondazione per l'educazione alle donne africane. Tutto molto bello, molto nobile ma poco italiano. Eppure oggi è un pezzo di cuore nazionale che se ne va, tutti nipoti di nonna Rita questa sera. Immagino la folla disumana che andrà alla camera ardente, la curiosità morbosa di vedere la morta con la scusa di renderle omaggio, e per poi raccontare in giro "io c'ero" dandosi toni da intellettuale. Ma per piacere! Io penso che sia stata una donna unica, di altissimo livello spirituale e di grandissimo impatto mondiale. Un cervello come non ce ne sarà per decenni. Ma  che cosa abbia fatto l'ho scoperto adesso, leggendo quelle famose frasi, ascoltando qualche intervista, approfondendo un po' per capire i motivi di tante scene tipiche del teatrino italiano. Adesso, come la maggior parte di chi ha postato sui social networks. Perciò posto anch'io qualcosa sulla morte di Rita Levi Montalcini, ma in controcorrente, perchè le maschere di carnevale non mi piacciono fuori stagione. 

venerdì 21 dicembre 2012

UNA APP PER SINCRONIZZARE IL CESSO ALLA TUA CACCA

Lixil Satis: già il nome mi fa venire voglia di andare in bagno, evocando i giorni remoti in cui mio nonno faceva un salto in quello di casa mia dopo aver preso le sue gocce di gutalax...e lo devastava. Ma questo wc che viene dal Giappone mette ancora più ansia del doversi andare a lavare i denti dopo i bisogni del caro familiare, perchè si comanda con un'applicazione per smartphone, e crea una statistica di come funziona il nostro intestino! Basta passare il dito sull'icona flush e il water scarica, si fa un leggero slide e un tubicino si protude da sotto la ciambella per igienizzarla con un getto di liquido per sanitari; il tutto accompagnato dalla playlist preferita del defecatore di turno che può selezionarla tramite Andorid per rilassarsi e convincere più facilmente il proprio ano a far passare un bell'escremento!

E poi la parte migliore, quella per cui proprio non si può fare a meno di acquistarlo: la tabella della merda! Giorno per giorno un calendarietto colorato, con tante iconcine, tiene traccia di quanta cacca abbiamo fatto sincronizzandosi wireless con il cesso. Più abbiamo cagato più grande sarà la dimensione del disegno sul display, che sembra una meringa al cioccolato appena uscita da un sac a poche! Manca solo la voce metallica che dice: oggi sei un po' stitico, oppure ottimo stronzo dalla consistenza gradevole, o che schifo di diarrea, cosa hai mangiato maiale? Non ci siamo: hai vermi grossi come lombrichi e una tenia che è un'anaconda.
Se facesse anche l'analisi delle feci sarebbe il massimo. O forse no.
Una cosa è certa: nel vero senso della parola a me sembra una cagata!

mercoledì 19 dicembre 2012

Porta a Porta fa politica subliminale

La politica è un gioco marcio in cui si cerca di manipolare l'elettorato con tanti bei discorsi. La televisione pubblica, quella per cui paghiamo il canone, deve essere imparziale e non giocare con la mente degli italiani cambiando una parola qui e una lì per far arrivare nelle case un messaggio distorto ad arte della realtà. Io non sostengo Berlusconi. Non sostengo nessuno. Al momento sono più per una bomba in parlamento che li faccia saltare tutti per aria ( la ghigliottina è passata di moda ). Però non sopporto che mi si prenda in giro, non lo tollero.
Porta a Porta questa sera ospitava Berlusconi, con tre conropartite di sinistra come interlocutori. Più una mediatica in totale opposizione: la Rai. Non ho visto tutto il programma, ma mi è bastato poco per capirne il tenore: Monti va bene per l'Italia, Berlusconi no. La regola principale nella sublime arte della comunicazione sancisce che non importa ciò che si dice, ma ciò che la gente capisce. Questo fa la differenza. E su questo si è basata la slealtà della Rai. Nel caso specifico, parlando di Imu e della sua cancellazione in caso di vittoria del Pdl, è comparsa sullo schermo dietro a Vespa una grafica che sintetizzava questo discorso: l'Ici al tempo di Berlusconi era tot. Se il gettito dell'Imu oggi è pari a tot e verrà eliminato, tot rientrerà nelle casse dello stato  in questo modo. Berlusconi ha fatto pagare 12 miliardi di ici e deve far rientrare 4 miliardi,  scritto sullo schermo 12 MILIARDI  e  4 MILIARDI. L'Imu di Monti è stata pari a 4 miliardi e trencontomila euro e rotti, scritto sullo schermo così: 4.340 MILIONI. Notate la sottile differenza? Si tratta della stessa cifra, spicciolo più spicciolo meno, ma dire miliardi di euro fa più impressione di milioni. Vespa non riusciva a leggerlo correttamente e ha persino tentato di prendere appunti su una lavagna, ma al terzo tentativo di dire quattromilatrecentoquarantamilioni gli è scappato 4 miliardi.
 Gioco perverso, davvero. A casa, se non si è attenti, se ci si sta preparando una tazza di camomilla o un antiacido per lo stomaco visto gli argomenti, ciò che rimane nella mente è la parola milioni. Quindi Berlusconi=miliardi, Monti=milioni. Meglio Monti. Invece no, è la stessa zuppa. Pessima la Rai, davvero, trucchetti meschini di controllo delle masse, lavaggi del cervello legalizzati, indirizzamento politico subliminale. Disgustoso. Ognuno di noi deve essere libero di scegliere, nel bene e nel male, usando la propria testa, usufruendo di mezzi di comunicazione imparziali. Chi è già schierato non ha certo bisogno di pensarci su, ma la politica deve rimanere nelle aule o sulla bocca dei diretti interessati, non comparire sui maxi schermi della tv di stato in maniera artificiosa e subdola. E questo vale per qualunque forza o partito o candidato in campo. Se fosse successo a Bersani o a Casini o a chiunque altro sarei indignata allo stesso modo. Non voglio che si giochi con la mia mente, che per fortuna non si fa imbrogliare, ma quanti italiani se ne saranno accorti? In quanti il seme si sarà piantato? Le parole contano. Usiamole degnamente.

venerdì 14 dicembre 2012

LA SOPRAVVIVENZA E' UN BUSINESS IN AUMENTO


La predizione o presunta tale di una imminente fine del mondo ottiene incredibili risultati commerciali. Allo stesso modo un allarme uragani, terremoti, inondazioni, fenomeni questi che effettivamente si sono realizzati di frequente negli ultimi anni, da Katrina a Bopha. I Maya li lascerei un attimo da parte perchè fanno gioco a sè, ma il punto focale è sempre lo stesso: la gente ha paura. E la paura genera l'ansia da sopravvivenza. In Siria avranno le bombe atomiche? A Fukushima va davvero tutto bene? E se dopo un terremoto non ci fossero cibo, acqua e riscaldamento? Sono queste le domande su cui si basa il fiorente mercato del catastrofismo, che in un periodo di crisi mondiale sta vivendo un'impennata ed una crescita vertiginosa delle vendite. "Preparatevi a sopravvivere" recitano gli slogan di molte ditte che producono i kit di emergenza. Ce n'è per tutti i gusti: si parte dal kit base 24 ore, con razioni di cibo, barrette ipercaloriche, torce dinamo, cerotti, teli termici e si arriva alla banca dei semi, scatole di latta contenenti semi di ortaggi e alberi da frutto pronti ad essere piantati in qualunque condizione climatica. O così almeno dicono. Ci sono gli strumenti per purificare l'acqua, le maschere antigas, gli stock di cibo in scatola, i macina farina manuali, le radio e le scorte mediche. Inoltre per non dimenticare quanto siano importanti i nostri amici animali si può acquistare tranquillamente una semplice busta con cibo liofilizzato in quantità sufficiente per sfamare un cane o un gatto per 5 anni. Non male. Ovviamente in questo periodo ci sono i saldi, le offerte speciali dell'ultimo momento, i mega discount stock per salvare un intero paese. E pubblicità ovunque. La paura fa vendere davvero bene, perchè, in fondo, non finisce mai. Ogni giorno basta accendere la televisione e guardare il telegiornale per terrorizzarsi, cercare notizie online e scoprire ciò che non viene filtrato dalla censura fa rabbrividire! Perciò l'ideina che magari una scorta di cibo disidratato potrebbe essere utile viene un po' a tutti prima o poi. I prezzi in fondo sono abbordabili, male che vada si buttano una decina di euro, non si sa mai. Sì perchè i teli termici costano appena 2.50 euro, le razioni di cibo per 3 mesi solo 50 euro, con ampia gamma di scelta tra carne, verdura, carboidrati vari, frittate e pizza in polvere. Davvero deliziose. Per poi arrivare ai mega deal da 650 euro che garantiscono vita a oltranza. Alcune ditte specializzate in bunker offrono grafica in 3d per dare subito un’idea al cliente di come verrà costruito il riparo anti atomico al posto del garage interrato, comprensivo di indicazioni dettagliate sull’impianto elettrico, il riscaldamento ed i comfort di ogni genere. Murati vivi sotto terra, ma comodi. Imperativo assoluto del buon catastrofista. La saggezza popolare dice che la paura fa 90, qui si tratta di 90 milioni di euro di fatturato! Anzi, di più.
 

giovedì 13 dicembre 2012

IO NON PAGO: LA RIVOLUZIONE BIANCA


L’imu è un furto, una rapina indecente, una mossa politica dai risvolti devastanti. La seconda rata  cade a ridosso del Natale ed è  il doppio o il triplo della prima. I consumi crollano, la crescita economica diventa sempre più una chimera dalla risata isterica. Dicono che sia per il bene del Paese, per risanare i conti pubblici e far ripartire le industrie. L’unico modo per uscire dalla crisi. Solo un deficiente cerebroleso può credere che sia vero. Anche il più povero, il più ignorante, il meno interessato del mondo alle vicende nazionali si rende conto che si dovrebbe fare l’esatto opposto.

Tagli agli stipendi assurdi di parlamentari, senatori a vita ultraottantenni, pensionati  d’oro da rottamare, ecco da dove bisognerebbe partire. Gente come Andreotti o la Montalcini hanno già le bare foderate di banconote da 500 euro, non gliene servono altre. I pannoloni, il kukident e le batterie di ricambio per l’amplifon non sono così care da giustificare ancora una pensione da parlamentari. E lo stesso vale per Napolitano, che in scadenza di mandato ha pensato bene di farsi aumentare lo stipendio di 8835 euro. Ma cosa te ne fai?  Perché non dare l’esempio e dire no grazie, non mi servono, il paese  non può permetterselo? Vergogna! E’ sempre la solita canzone, la nenia funebre dell’Italia che parla di auto blu, voli di stato, presenza alla prima della scala e viaggi inutili in giro per il mondo, nell’era di internet in cui basta un clic per aprire una video conferenza con qualcuno all’altro capo del globo.

 L’austerity vale solo per noi. Le imprese affondano sotto i colpi dell’iva e dell’inps, vanno alla deriva come i pezzi del titanic dopo lo schianto con l’iceberg, lasciandosi dietro una fila di cadaveri chiamati disoccupati e suicidi. E’ un cane che si morde la coda. Più sale la pressione fiscale più la ripresa si blocca, aumenta la paura, un sottomercato nero che cerca di aggirare le maglie della tassazione creando maggior evasione. In qualche modo dovremmo pur difenderci.

Questo Natale la gente ha gli occhi vitrei per l’ansia, le luci dell’albero sono spente per non spendere in corrente, le case fredde per non accendere il riscaldamento, le tavole misere perché i cenoni costano. Questa è la realtà nell’Italia di quella che fino a pochi anni fa era la media borghesia, e che adesso è sull’orlo della povertà. Niente gioia e tanti pacchetti colorati sotto l’albero. I commercianti tiran giù le serrande per le feste ma non sanno se le riapriranno. I ristoratori svuotano i frighi e non sanno se li riempiranno di nuovo.

Adesso c’è l’imu, poi la tarsu, e aspettiamo la patrimoniale. Quanto può durare?  Perché gli permettiamo di farci questo? Perché lasciamo che espiantino i nostri organi di moribondi da trapiantare ad uno Stato già cadavere? Nel momento in cui smetteremo di respirare perché avranno tassato anche l’ossigeno cosa resterà? Una banda di disgraziati con le tasche piene di soldi, oro, immobili intestati, che giocheranno a carte su un pianeta desolato, tra di loro, senza più spettatori a cui fa pagare il biglietto di entrata per il loro one man show. Perché non siamo capaci di ribellarci, di dire basta e cambiare le cose? Ci vorrebbe una rivoluzione bianca, in cui ogni singolo contribuente decidesse di non pagare le tasse, le multe, le cartelle di Equitalia. Venite ad arrestarci tutti e 60 milioni se volete e se potete. Basta tirar fuori soldi. Mi domando cosa potrebbe fare il governo davanti ad una simile forma di protesta. Sono certa che potrebbe funzionare. Ma ci saranno dei coraggiosi disposti a farlo, ad iniziare il tam tam mediatico per far crescere l’idea ed il movimento “Io non pago?” Mentre mi interrogo su queste possibilità faccio invia dal mio computer  e con una grande parolaccia mando alla banca il mio F24. Maledetta Imu.

mercoledì 25 luglio 2012

Groenlandia senza ghiaccio

Non c'è più ghiaccio in Groenlandia. La grande isola ghiacciata sta tornando verde, come era chissà quanto tempo fa, prima che il freddo artico ne cambiasse la fisionomia. La Nasa ieri ha dato un annuncio senza precedenti nella storia scientifica dell'umanità: l'estate artica ha fatto recedere il ghiaccio del 97% , un evento che non si registrava dal 1889. I dati raccolti erano talmente inaspettati che sono stati ritenuti errati e ricontrollati diverse volte, prima che venissero considerati definitivi. I satelliti hanno documentato che lo straordinario scioglimento si è verificato in meno di una settimana, a causa di una serie di circostanze che hanno innescato il processo di riscaldamento. Si parla ovviamente di global warming, di inquinamento, e dell'ondata di bel tempo che ha attraversato il paese con picchi nelle temperature che hanno generato cappe di calore. Qualunque sia il motivo sono gli effetti collaterali a preoccupare. In primo luogo l'aumento del livello del mare dovuto all'entrata in acqua degli iceberg. La settimana scorsa dal ghiacciaio Petermann si è staccato un iceberg grande come due volte Manhattan. Quando si scioglierà in quanti litri di acqua si trasformerà? Acqua dolce che si mischia ad acqua salata, con conseguente rallentamento delle correnti oceaniche. Inoltre non si può non prendere in considerazione l'impatto devastante su tutta la fauna che si affida alla presenza del ghiaccio per sopravvivere. Gli orsi polari, già in numero esiguo nell'artico, così come i trichechi, le foche, le volpi artiche, come faranno a nutrirsi? E senza adeguato nutrimento, se anche riuscissero a sopravvivere, come farebbero a riprodursi? Ogni anno la situazione peggiora e sembra che la nostra impotenza a riguardo sia assoluta. 

venerdì 29 giugno 2012

giornalismo berlusconiano

All'inizio pensavo fosse uno scherzo, una fotomontaggio di quelli che anche un bambino riesce a fare smanettando con photoshop. Ma purtroppo non è così, è davvero una pagina del Giornale quella che dice Ciao Ciao culona alla Merkel! Tutto per una partita di calcio. Io capisco l'entusiasmo, il gran gol di Balotelli, il fatto che i tedeschi ci stanno un po' sul gozzo e ci fanno girare lo spread....e so benissimo che tra le quattro mura di casa tutti gli italiani hanno detto ad Angela prenditi ste due pappine culona inchiavabile. Ma un conto è farlo a casa propria, con davanti la frittatona di cipolle, la familiare di Peroni e il rutto libero, un altro è scriverlo su un quotidiano nazionale. Fa ridere, davvero. Ma fa anche tanto piangere, perchè il giornalismo berlusconiano non è finito. O forse perchè ci si rende conto che in fondo il Berlusca le sparava grosse ma condivise da tanti. I nostri giocatori avevano la faccia stampata sui pomodori della pizza e campeggiavano da una margherita sui giornali tedeschi, indicando che la presa in giro andava un po' oltre il mero lato sportivo e voleva attaccare il nostro modo di essere. Fastidioso, senza dubbio. Ma la politica è un'altra cosa, gli attacchi personali inaccettabili. La Merkel dovrebbe querelare il giornale e mandarlo in fallimento, ma è troppo signora per farlo. L'Italia ha perso l'ennesima occasione di dimostrare all'Europa di non essere solo un paese di pizza, calcio e mandolino. Al contrario, ha confermato la nostra pochezza. Mi stupisce come il direttore del Giornale Sallusti abbia permesso al cosiddetto giornalista De Bellis di pubblicare un pezzo simile. Montanelli non lo avrebbe mai fatto. Ma Montanelli è morto. Ed anche il giornalismo italiano.

martedì 26 giugno 2012

Carpedeal in liquidazione



Ecco l'email ufficiale di carpedeal:
"Egregio Partner,
con la presente Le comunico che in data 11 giugno 2012 l'Assemblea dei Soci della società INNIT - Innovazione Italiana S.r.l. (proprietaria di CarpeDeal.it), preso atto dell'impossibilità di proseguire gli scopi sociali, ha deliberato lo scoglimento anticipato della società e la conseguente messa in liquidazione, nominando lo scrivente quale Liquidatore.
In ragione di quanto sopra, La informo che sto provvedendo - ed in tal senso ho necessità di un congruo periodo di tempo - ad un esame completo e definitivo della situazione debitoria della Società allo scopo di verificare la fattibilità di qualsiasi soluzione che possa consentire il migliore soddisfacimento per il ceto creditorio.
Nel frattempo a tutela della "par condicio" mi asterrò ovviamente dal compiere qualunque pagamento che possa essere lesivo di tale principio.
Restando a Sua disposizione, porgo distinti saluti."
Genova, 25 Giugno 2012





sabato 9 giugno 2012

Carpedeal, la truffa dei coupons

Carpedeal: la pagina che annuncia la truffa con parole gentili
Carpedeal ha chiuso. Molti italiani hanno comprato da loro un coupon per avere servizi, pranzi, cene, soggiorni con forti sconti ed altrettanti ne hanno usufruito.  I commercianti hanno incrementato il loro giro di clienti e gli acquirenti si sono goduti promozioni vantaggiose. Un vero e proprio  affare per tutti. Ma da Aprile la macchina dei coupons si è inceppata: i pagamenti agli esercenti che avevano fatto le offerte non sono più stati inviati. Niente bonifici, niente di niente, mentre i clienti continuavano ad usare gli sconti già pagati alla ditta che forniva il deal. Adesso sulla pagina ufficiale di Carpedeal compare una scritta quantomai offensiva: Ci sono Novità! Ma la vera novità non è che i deals su certe città come Genova sono stati interrotti, è che sono scappati con la cassa. I telefoni squillano a vuoto, le email tornano indietro, i numeri di contatto per i partners sono diventati fax. Insomma si sono dati alla macchia con in tasca i soldi dei deals già acquistati e pagati dai clienti, e quelli che avrebbero dovuto rimborsare agli esercenti per i coupons utilizzati. Si parla di centinaia di migliaia di euro, tenendo conto che la percentuale trattenuta su ogni affare concluso si aggirava intorno al 30% + iva. Una bella sommetta. Adesso chi è stato truffato dovrà fare causa alla Innit Innovazione Italiana, nella speranza di riuscire a recuperare i propri soldi, anche se con una dichiarazione di fallimento e il malloppo nascosto chissà dove saranno solo briciole quelle che rientreranno nei magri portafogli degli utenti. 
E così un'altra buona idea per far girare l'economia soccombe alla malafede ed alla truffa Made in Italy. Tutto ciò che è buono diventa merda in un paese che ormai cola a picco più in fretta della Costa Concordia e da cui, a fatica, riusciremo a metterci in salvo.

venerdì 1 giugno 2012

La Chiesa prega per i terremotati, ma non li aiuta

In Vaticano il terremoto non si sente. Hanno i pavimenti antisismici, antifame, antipovertà ed anche antifede. Loro non tremano, non si muovono e soprattutto non pagano. E del prossimo se ne fregano. Le pecorelle smarrite sotto le macerie d'Emilia possono anche rimanerci, basta non dover sganciare soldi da dare in beneficenza, in soccorso, in aiuto secondo i dettami del ben noto amor cristiano. Fratelli di nome, ma non di fatto. Sorelle d'anima ma senza portafoglio. Il Ratzinger che qualcuno si ostina ancora a chiamare Papa prega per le care vittime, che il Signore le abbia in gloria. Auspica rapide ricostruzioni, ma non pensa agli appartamenti della povera gente ed alle aziende, ma alle volte delle chiese crollate. Adesso che incombono le dichiarazioni dei redditi sarebbe naturale aspettarsi una totale devoluzione dell 8x1000 per le zone terremotate. Magari la vendita di qualche palazzo dell'Opus Dei che ne ha tanti. Così vorrebbe il Dio d'amore. Ma Dio sta nei cieli e non batte moneta nell'eurozona. A lui non serve, e alla Chiesa teoricamente nemmeno. Teoricamente. Come ogni suo predecessore Ratzinger gongola nell'oro, accumula ricchezze come è trapelato dal furto dei documenti segreti. Il Papa ha tatuato sul cuore il potere temporale e non lo molla. Si stringe nelle sue vesti di Capo della Chiesa come scudo contro i principi del cattolicesimo che incarna. Poi prende un calice d'oro e ci beve dentro il sangue di Cristo. 

giovedì 31 maggio 2012

Politici in parata, Italia in lutto

La parata del 2 Giugno costerà tra i 2,6 e i 2,9 milioni di euro. Ripeto la parola milioni giusto per chiarezza. Cosa si può fare con tutti quei soldi? Far marciare i soldati, sfilare i carri armati, suonare le fanfare delle bande e cavalcare i cavalli bardati a festa, oltre ovviamente a stare in tribuna con la mano sul cuore a cantare l'inno nazionale. Quello che dice: "che schiava di Roma iddio la creò". Oggi quelle parole sono drammaticamente attuali e veritiere. Siamo schiavi nel nostro paese, schiavi di una classe politica centenaria ed ottusa, che vuole ancora farci credere che una parata militare serva a rincuorare 14mila sfollati e tutti i cittadini che tremano insieme alla terra che calpestano. O che possa farci dimenticare gli imprenditori che si impiccano o si fanno saltare la testa con un fucile perchè soffocati da tasse e debiti. Che riesca a farci illudere che le belle divise, il tricolore e le frecce in volo siano il volto di un'Italia in ripresa, che esce vittoriosa dalla crisi. Napolitano ha detto: "Celebreremo sobriamente il 2 giugno ma lo dedicheremo alla memoria delle vittime, al dolore delle famiglie e anche a momenti di scoramento che devono essere superati. Lo celebreremo perché la Repubblica deve dare conferma della sua vitalità, forza democratica, serenità e fermezza con cui affronta le sfide".
Sobriamente, spendendo solo quasi 3 milioni di euro. Ma a sto vecchio scemo e a tutti i politici di merda come lui lo vogliamo dire in coro un bel vaffanculo? Invece di smetterla con queste cagate da regimi della seconda guerra mondiale, e utilizzare i soldi pubblici, i nostri soldi, per il bene e la ricostruzione del paese, li buttano per mostrarci le armi, i cannoni, i fasti di un colonialismo morto e sepolto di cui non frega niente a nessuno. E per aiutare i terremotati pagheremo di nuovo noi, con l'accisa sulla benzina aumentata di 2 centesimi. Prezzi alle stelle e tasche vuote. La terra trema, i palazzi crollano, ma nulla smuove chi ci dovrebbe governare e va avanti imperterrito nella distruzione del paese nonostante la voce della gente che grida: mabasta!

mercoledì 23 maggio 2012

Falcone e i suicidi settimanali

20 anni fa moriva Giovanni Falcone, con un'esplosione degna della migliore mafia. L'Italia, appena uscita dal boom economico degli anni 80, rimaneva attonita. Oggi 10mila persone si sono radunate in piazza a ricordare il coraggio, l'eroismo e bla bla bla. Quante inutili parole. Ci preoccupiamo di onorare morti vecchie di due decenni, per non parlare dei corpi ancora caldi degli italiani comuni che si sono suicidati in questa settimana oppressi dai debiti, schiacciati da Equitalia. Sapete quanti? Sono già 8 in 7 giorni, 2 soltanto oggi. Vanno a coppie. Poi ci saranno i tris, i poker e i disperati con un fucile o un cappio su scala reale. Ci riempiamo la bocca del nome di Falcone, perchè dobbiamo far vedere che noi ci ricordiamo. Ma molti non hanno avuto altro oggi con cui riempirla. Hanno avuto fame. Hanno avuto paura e si sono ammazzati. Un italiano su 7 vive sotto la soglia della povertà, senza soldi in tasca per arrivare a fine giornata e dubito che gli possa fregare qualcosa di quello che è successo a Capaci nel tempo che fu. E onestamente non frega nulla neanche a me. Anzi mi irrita, mi fa dire mabasta, perchè mi domando quanto ancora ci spelleranno, quanto sangue color dell'euro ci uscirà dalle tasche e quanto sangue e basta verrà versato nel nome di un economia del benessere che non c'è più. Chi si ricorderà tra 20 anni il nome di chi non ha retto al peso di questa società, delle responsabilità e dei debiti? Nessuno, solo le famiglie. Non sono vittime, non sono eroi, non sono più. Abbiamo onorato Falcone ed il maxi processo, bene. Ora onoriamo l'Italia e la dignità dei suoi cittadini in difficoltà.

Brindisi, funerale mediatico

In diretta tv abbiamo assistito ai funerali di Melissa Bassi, che tutti chiamano per nome come se fosse stata la loro migliore amica di sempre. Un grande spettacolo del dolore, una catarsi mediatica fatta di lacrime e sguardi in camera. Volevano tutti essere presenti al funerale della vittima della follia di Brindisi, tutti uniti contro la violenza ed il terrorismo, tra striscioni e fasce tricolore. Il presidente della Repubblica Napolitano ha persino mandato una splendida corona di fiori portata in trionfo davanti alla bara dai corazzieri. Che spettacolo edificante. Mentre tra una pausa e l'altra della messa i commentatori davano il meglio di sè nell'elenco della banalità, ma soprattutto del fuori luogo. I ragazzi erano pieni di paura ma oggi sono pieni di speranza, dicevano. Speranza di che? Che per il calcolo delle probabilità non ci siano altri matti a scegliere la loro scuola per giocare con gli esplosivi? O che super Mario Monti metta paura ai cattivi con il suo lucente mantello pubblico? Quanta ipocrisia e quanta retorica. Mi domando chi abbia scritto il testo di saluto che i ragazzi hanno letto durante la cerimonia. Di certo non loro visto il tono totalmente impersonale. Adesso ci guardi e ci sorridi da lassù, vivrai sempre nei nostri cuori. Ma bravi, che fantasia. Non è possibile che se ti ammazzano l'amica in un attentato tu non abbia altro da dire, a meno che, ovviamente, non ti sia permesso. C'era un fiume di gente in piazza e all'interno della Chiesa. Molti parlavano al cellulare, ridevano, chiacchieravano tra di loro mentre la salma veniva benedetta o il prete dava la comunione. Una partecipazione sincera. Poi con la coda dell'occhio qualcuno scorgeva la telecamera ed immediatamente compariva un fazzolettino, una smorfia di pianto senza lacrime. Anche tra le compagne di scuola. Il fascino del Grande Fratello. Ma la parte che ho preferito in assoluto è stata la lista di ringraziamenti della famiglia: nomi su nomi della scena politica intervallati da applausi innescati a comando. Io mi chiedo: la madre di Melissa è in ospedale sotto shock, il padre è in lacrime e stringe catatonico la foto della figlia che è saltata per aria mentre andava a scuola a soli 16 anni, possibile che gliene freghi qualcosa che ci siano Monti, Fini, Dalema, Vendola e tanti sindaci dei paesi vicini mentre stanno per seppellire la loro bambina? La presenza dello stato come dimostrazione di unità e lotta al crimine, al terrorismo e al terrore è giusta e necessaria, purchè non stia in vetrina, in prima fila, a rubare la scena ai veri protagonisti del dolore. La famiglia. Guardare un pezzo del funerale di Melissa Bassi era davvero un mabasta annunciato. Come erano annunciate le bombe che iniziano ad esplodere in un paese governato da figuranti, che va a fondo deflagrando la vita di tutti noi.

martedì 8 maggio 2012

Napolitano, decrepito come la politica che sostiene

Ciechi, sordi, pecore aggrappate ad un'immagine di paese che non c'è più. Alla politica di un tempo che dopo le elezioni amministrative di questi giorni si è davvero liquefatta sotto i colpi del Movimento a 5 stelle. "Boom Grillo? Io conosco solo il boom degli anni 60!" Ecco cosa ha detto il nostro Presidente della Repubblica a commento dell'incredibile risultato ottenuto dai grillini. Una vera vergogna. Come può, il nostro rappresentante nel mondo, il nostro Presidente, Capo dello Stato Italiano, negare l'evidenza di una nuova realtà? Della nascita dell'antipolitica, della volontà dei cittadini di riprendersi l'Italia e la dignità? Come può Napolitano denigrare il voto di centinaia di migliaia di persone? Votare non è forse il massimo diritto di espressione del cittadino? Non è il fulcro della democrazia? Ma a lui non interessa, prende in giro chi vuole il cambiamento, abbattere la casta, riportare il paese fuori da una crisi che ci uccide tutti, la maggior parte metaforicamente ma qualcuno per davvero. I francesi hanno mandato a casa Sarkozy alla velocità della luce, perchè in questi anni non ha mantenuto le promesse elettorali, non ha fatto avanzare lo sviluppo della Francia, e si è sposato una cantante stonata italiana, che nessuno sopporta. In Grecia le elezioni hanno premiato gli estremisti, persino i neonazisti, creando una situazione di caos e di ingovernabilità dovuta al pacchetto di austerity voluto dalla UE. Ma i greci hanno fatto capire che la UE si può tenere il suo euro, i suoi aiuti, e che loro vogliono soltanto indietro il loro paese. E noi? Molti di noi hanno votato Movimento 5 Stelle, mandando un chiaro segnale. Occhio, cambiate o alle politiche vi cambiamo noi. E Napolitano cosa fa? Prende per il culo gli italiani. Napolitano è decrepito come la politica che sostiene a spada tratta, con le unghie e la dentiera. Tanto ormai è troppo vecchio per patire in prima persona gli effetti devastanti dello stato economico in cui ci troviamo, e i suoi discendenti hanno soldi sufficienti per generazioni e generazioni. Lui svilisce i cittadini che dovrebbe difendere e sostenere, e nessuno dice niente. Nessuno gli grida vecchio balengo tornatene a casa tua, vergognati. Beh glielo dico io, anche se la mia voce vale zero: "Nonnnooooooo, MA BASTA!"

venerdì 4 maggio 2012

Ci vogliono togliere tutto, anche le patatine

Alzi la mano chi non si è mai svaccato sul divano, in preda a pessimismo cosmico, fastidio, depressione o semplicemente per godersi un bel film con una vasca di patatine fritte in una mano ed un bidone di coca cola o birra nell'altra. Perchè è una di quelle cose che ti fa godere e dimenticare per un attimo le sfighe, le brutte giornate al lavoro e le cose che non vanno. Ti metti lì, ti ungi le dita trangugiando chips e poi te le lecchi sonoramente quando sono troppo oleose per maneggiare il telecomando durante la pubblicità. C'è chi ama le San Carlo e chi solo le Amica Chips. Ed è di questi giorni la notizia che fa parlare il web secondo cui la ditta produttrice dell'Amica Chips potrebbe chiudere e trasferirsi all'estero. Questo perchè nel delirio di tassazione il junk food, ossia il cibo spazzatura, non sano, che ci piace tanto, verrebbe tartassato e spremuto fino all'osso, riducendo sotto lo zero i guadagni. Alfredo Moratti, titolare dell'azienda, ha rivelato in un'intervista al Giornale che la tassa sul cibo non sano gli costa 1 euro per ogni chilo di patatine prodotte. 75mila euro al giorno. Per rispetto non mi metto nemmeno a fargli i conti in tasca. Fallimento assicurato. Con un costo del lavoro impossibile e un fisco così esoso non ci sono speranze di ripresa. Il Governo ci vuole togliere proprio tutto, nulla è lasciato che dia conforto. Perchè con simili costi di produzione le patatine dovrebbero essere vendute a 30 euro al pacchetto! Basta, fine dei vizi e dei conforti alimentari. Stop alle endorfine al cervello. Dobbiamo essere smunti, tristi, magri e depressi. Vestiti di stracci. Pronti al suicidio. Ma per questo, per troppi, è bastata Equitalia.

venerdì 20 aprile 2012

Monti, i suicidi e l'ora della rivoluzione

Per Monti, 22 suicidi in meno di quattro mesi non sono gran cosa, se paragonati ai 1276 avvenuti in Grecia. Le sue parole, arrivate alla fine del consiglio dei ministri, dovrebbero farci riflettere, farci capire che questo pseudo governo che ci hanno messo addosso deve finire, che bisogna cambiare completamente la classe politica, epurarla. Perchè a Monti, e tutti quelli come lui, degli italiani non frega assolutamente niente. 22 disperati che si uccidono perchè non possono più pagare gli stipendi, o non ne hanno uno e non arrivano più a fine mese, incapaci di sostenere la propria famiglia, sfamare i figli, per il Presidente del Consiglio sono merda da non considerare. Sono briciole di sacrificio sull'altare della ricostruzione italiana. Sulla graticola della crisi che nessuno sa gestire. Chissà il mese prossimo quanta gente si ammazzerà al momento di pagare le tasse, ma in fondo chissenefrega, intanto non sono parenti di Monti o di tutti i ciarlatani che tengono le chiappe su poltrone foderate di euro. Sono fantasmi sociali lontani dagli occhi del potere, persone senza nome che frugano nei cassonetti o rubano un pezzo di carne al supermercato. Sono miserabili che strisciano nella polvere, eppure, quando si tolgono la vita, viene fuori che un nome ce l'avevano, una faccia, una famiglia. Che avevano un lavoro e non erano parassiti, che non rubavano nè strisciavano nella polvere, ma che prima della crisi avevano amici, una macchina, una vita come tante. Una pensione decorosa magari, che con i tagli è diventata carta straccia. Che erano vicini di casa di qualcuno ed avevano una dignità che non volevano perdere. Chi sarà il prossimo? Qualcuno che conosciamo di persona? Di certo non toccherà ai bei politici, agli uomini della Lega oggi sul palcoscenico della vergogna. Sarà ancora dal calderone della gente comune che la crisi estrarrà la prossima vittima, finchè non ci stuferemo e manderemo all'aria questo cavolo di paese, con le armi in pugno ed il fuoco.

venerdì 30 marzo 2012

Tutti pazzi per lo spread

Se si potesse calcolare il numero di volte che gli italiani hanno pronunciato negli ultimi mesi la parola spread credo che rimarremmo stupiti dalla cifra esagerata. Sì perchè lo si sente nominare ovunque, ci sono casalinghe che lo chiedono al mercato al posto del prezzemolo, per condirci un po' di questo e un po' di quello. Ne parlano proprio tutti, specialmente quelli da cui non te lo aspetteresti mai, quelli che non dovrebbero nemmeno avere idea di che cosa sia. E infatti non ce l'hanno. E' il lavaggio del cervello mediatico, il bombardamento televisivo che genera files minuscoli nel nostro cervello, con informazioni scorrette che vengono processate ed acquisite da ciascuno un po' come capita. Perciò succede di andare a fare la spesa, e di sentire il seguente dialogo: "come è caro questo petto di pollo. In quell'altro supermercato costava meno!" "Eh ci credo, oggi lo spread era di nuovo a 390!" Udito con queste orecchie. E mio padre, uomo colto, eccezionale dirigente, intelligenza rapida, cervello pratico, ma totalmente ignorante in materia di mercati finanziari, l'altra mattina al telefono mi ha detto. "Ciao tesoro, tutto bene? Che tempo fa lì da te? Hai visto che lo spread è sceso a 340?" Io ho pensato: esci dal suo corpo chiunque tu sia! Perchè in fondo, diciamolo, o di cognome fai Buffet o non sai di cosa stai parlando. E' tutto un gioco virtuale, una scusa, una spada di damocle creata per mettere pressione sui paesi, e sulla gente comune, che ha il terrore che questa cosa chiamata spread salga a tal punto da diventare contagiosa e fare morti come la peste. E' uno specchietto per le allodole che tiene lontana l'attenzione da quello che succede veramente nella nostra povera Italia, dal fatto che la gente si suicida per la crisi, o si dà fuoco davanti alle banche che non erogano più un centesimo e come scusa ti dicono...eh lo spread! E' stato un giochino per far cadere il governo Berlusconi, per farci credere che Monti sia il salvatore della patria, tanto che appena messe le onorevoli terga sullo scranno governativo i famigerati punti percentuale hanno cominciato a scendere. A 5 anni, a 10 anni, rendimenti, differenziali, percentuali. Forse gli italiani capirebbero di più se gli dicessero: ti ricordi quando tuo padre con i bot e i btp al 10%  si è comprato la macchina? Beh ora con gli stessi titoli potresti permetterti si e no un paio di jeans. Allora direbbero: aaahhh ma  lo sapevo già, fanculo lo spread. E ricomincerebbero a tirare la cinghia preoccupandosi guardando il tg di ascoltare di nuovo il meteo.

Spread:   divenuto di grande attualità nel 2011, è la differenza dei tassi di interesse tra i BTP (Buoni del Tesoro poliennali) italiani e i BUND tedeschi decennali, che nel novembre 2011, ha raggiunto il record oltrepassando di oltre 500 punti il differenziale col BUND tedesco.


Questo comporta che lo Stato italiano paga in più oltre il 5% di interesse annuo rispetto al tasso pagato dal paese di Eurolandia più "virtuoso", che è la Germania. A fine 2011 la Germania colloca i suoi BUND decennali pagando ai sottoscrittori circa il 2% annuo, l'Italia per poterli collocare sul mercato deve pagare circa il 7% annuo, con un differenziale, uno spread oltre il 5%.

martedì 13 marzo 2012

Aire: ricarica il cellulare col respiro

Ecco un'altra invenzione che fa sorridere, o scompisciare dal ridere, o dire un bel mabasta. E' stato inventato Aire, un tecnologico congegno che serve a ricaricare il cellulare o un lettore mp3 con il proprio respiro. Bisogna indossare la comoda mascherina mentre si dorme o si corre e l'anidride carbonica che produciamo viene convogliata in alcune turbine che la trasformano in energia, con lo stesso principio delle pale eoliche. Una genialata incredibile, opera del brasiliano Joao Paulo Lammoglia. L'idea pensandoci bene non sarebbe male, ma l'utilizzo proposto è ridicolo. La mascherina sembra una museruola cibernetica, fa venire in mente quei film catastrofici in cui l'aria sulla terra è diventata irrespirabile e tutti gli esseri umani devono indossare dei congegni per respirare all'aperto.  E poi mi domando: cosa succede se uno non va bene di corpo ed ha un'alitosi fulminante? Il telefonino si ricarica più in fretta o le batterie vanno in banana? E se si è degli alcolizzati persi? Con una fiatella che scioglie i metalli? Lo smartphone, che per definizione è intelligente, si becca la puzza di cirrosi o si autodistrugge? Forse potrebbe far partire chiamate automatiche al 118 implorando soccorso. E comunque se di aria si tratta, chissà se con una mascherina più grande, fatta che ne so, a mutanda, si potrebbe trasformare in energia anche quelle sonore puzzette che mettono tanto in imbarazzo? Chi soffre di meteorismo potrebbe tranquillamente comprarsi una macchina elettrica e ricaricarla a scoregge, così vedremo dei bolidi al metano sfrecciare in tutte le città e le autostrade, brindando lieti alla tecnologia!

lunedì 20 febbraio 2012

Festival di Sanremo su Canale 5?

Ha vinto di nuovo Maria De Filippi. Ha vinto Emma. Il Festival di Sanremo ha incoronato vincitore per la terza volta un ex concorrente di Amici e se Emma l'anno scorso avesse partecipato da sola e non con i Modà forse sarebbe oggi al secondo leoncino. Un risultato annunciato, con la sua vittoria che circolava su twitter già diverse ore prima della fine della serata. Sembra davvero che lo strapotere della DeFi e di Canale 5 sia inarrestabile, visto che anche Alessandro Casillo, vincitore di Sanremo giovani, viene dalla fucina di Gerry Scotti e del suo Io Canto. Il ragazzino ha già 150mila fan su facebook e se tanto mi dà tanto appena entrerà fra i big trionferà di nuovo. Quale è veramente il bacino di utenti influenzati dai reality di Mediaset? Possibile che non ci sia mai un successo di qualcuno che esce per esempio da X factor? Reality per reality dovrebbe essere la stessa cosa. Invece no. C'è chi parla di voti comprati con i call center, nonostante le secche smentite. Chissà quale è la verità, di certo Maria si godrà dal divano di casa l'ennesimo trionfo pregustando una versione del Festival ospitata da Canale5, con Platinette e la Maionchi a scendere le scale dell'Ariston al posto di Belen e la Canalis, mentre Garrison e la Celentano litigano in prima fila su quale delle due lo faccia meglio per via dell'impostazione classica. L'orchestra è già condotta da Vessicchio e Perris perciò nulla di nuovo, mentre Grazia di Michele si calerà nuovamente nei panni di cantante in gara con un nuovo intramontabile singolo: le nonne di Gaugin! Rudy Zerbi prenderà il posto di Celentano esibendosi in un monologo di un'ora su come si guadagni molto di più in televisione con Maria che alla guida di Sony Italia! Insomma un'edizione di Sanremo tutta casalinga, con i protagonisti che saliranno sul palco direttamente in ciabatte e coi bigodini in testa (tranne Zerbi) tanto la vittoria resterebbe comunque in famiglia. E buone canzoni a tutti

lunedì 13 febbraio 2012

Sesso con le pecore: nascono i primi mostri

In Africa il sesso con le pecore è pratica piuttosto diffusa, diciamo quasi normale, e non interessa a nessuno. o meglio, non interesserebbe a nessuno se non cominciassero a nascere strane creature. Pare che a Sokoto, in Nigeria, sia nato un essere per metà agnello e per metà umano, o semiumano. Sinceramente non so se la foto che è stata diffusa sia un fotomontaggio oppure no, bisognerebbe vederla a grandezza maggiore per capire se c'è stato un intervento digitale, ma in fondo non è questo il punto. Anche perchè ad Asikasu, in Ghana, un frate evangelista di 20 anni è stato beccato da un contadino locale mentre si inchiappettava le pecore nella stalla. Preso sul fatto, tradito dai lamenti degli animali che evidentemente non gradivano le attenzioni, il fratino infoiato ha pregato il rupestre di mantenere il segreto, ma le pecore non erano d'accordo e c'è stata la denuncia con conseguente arresto dell'amante respinto da parte della polizia. Pare anche che qualche mese fa in Turchia sia nato un agnello con il volto di un bambino, e che la folla inferocita e terrorizzata volesse ucciderlo, ma madre natura ci ha pensato prima. E pensare che in Inghilterra fanno gli esperimenti per creare ibridi uomo-animale investendo milioni di sterline mentre basterebbe chiudere un paio di africani con qualche pecora piacente ed ecco fatto. La battuta sull'alternativa sarda l'accenno e basta. 

domenica 12 febbraio 2012

Alemanno affronta la neve

Ma bravooooo


Possiamo dire Mabasta? Alemanno adesso ha rotto le palle. Per 4 fiocchi marci di neve sembra che non esista altro che Roma. Emergenza di qua, polemiche di là, catene per auto vendute fino a 400 euro con promesse da parte dell'amministrazione comunale di indagini della guardia di finanza. Insomma, la solita sceneggiata all'italiana. Perchè Roma è sempre Caput Mundi nel bene e nel male. Poco importa che mezza Italia sia sepolta sotto metri di neve, ma metri veri, e che continui a nevicare. Peggio per chi vive in zone di montagna dicono loro, così imparano a non stare in città come tutti i comuni mortali. Beh io ho un metro di neve sul tetto e candelotti di ghiaccio che dalla grondaia toccano terra, perciò caro Alemanno, ma va...a spalare neve! 

Whitney Houston, morta di fama

Un'altra diva che se ne va, persa sotto il peso della fama e della notorietà. Quel complesso di superpotenza, di poter conquistare il mondo, di essere i migliori ed in fondo i peggiori. Quella incapacità di gestire milioni di dollari che piovono dal cielo, le folle urlanti, gli amici veri e falsi, il lusso ad ogni costo. Quella voce sottile nel cervello che dice non te lo meriti in fondo. Droga, alcool e depressione sono state le note dolenti di Whitney Houston negli ultimi vent'anni. Dentro e fuori dai centri di disintossicazione, fotografata spesso in condizioni pietose. La sua voce, che chiunque riconoscerebbe ad occhi chiusi, è rimasta soffocata dall'abuso di se stessa. Ed ora la sua vita è finita. Tutto secondo il tragico copione che accomuna troppe star della musica e dello spettacolo. Vite borderline con punte di eccellenza e troppi attimi da dimenticare. Whitney è l'ennesima vittima di un mondo di lustrini e tappeti rossi, finto scenario di finte esistenze. C'è chi la compatisce e dice poverina, che peccato. Che spreco. Quella splendida voce. Altri rimbalzano un se l'è voluta, era una tossica piena di soldi. Vere entrambe le cose. resta il fatto che il mondo della musica ha perso una cantante con una voce unica, di quelle che nascono una volta ogni morte di papa. Aspettiamo la prossima, sperando in un destino diverso. Nel frattempo salutiamo Whitney, le sue canzoni e la sua arte non verranno dimenticate

Creati 155 ibridi uomo animale in Inghilterra

155 ibridi uomo-animale sono stati segretamente creati negli ultimi 3 anni nei laboratori inglesi. La tesi ufficiale è che servano per studiare le malattie e trovare nuove cure. Si tratta di ‘cibridi', ovuli animali fecondati da uno spermatozoo umano, in cui un nucleo umano viene impiantato in una cellula animale. E poi di 'chimere', in cui le cellule umane sono mescolate con embrioni animali. La notizia era stata diffusa già il 22 Luglio, ma riprende fuoco oggi dopo che due nuovi scienziati che lavoravano ai progetti di creazione degli ibridi si sono dissociati denunciando estremismi nella sperimentazione. I lavori si erano interrotti per mancanza di fondi, ma adesso è stato trovato un grosso finanziatore e gli studi genetici sembrerebbero pronti a ripartire. Per questo i due scienziati, che hanno voluto rimanere anonimi per paura delle solite ritorsioni, hanno di nuovo rotto il silenzio risollevando il problema etico di tali manipolazioni.
Il professor Robin Lovell_Badge, del Medical Research Council’ s National Institute for Medical Research, a capo degli studi, sostiene che gli scienziati non sono preoccupati degli ibridi uomo animale perchè per legge devono distruggerli dopo 14 giorni dalla nascita. Spiega che la ragione per fare quegli esperimenti è capire di più quali siano stati i cambiamenti e gli sviluppi dei primi umani rispetto ai primati, che trovare la cura per gravi malattia sia un imperativo che la medicina deve perseguire. Perciò la ricerca deve andare avanti, e finchè ci sarà il giusto controllo sui mezzi bisognerà esserne orgogliosi.
Nessun dubbio quindi sulla moralità di far nascere creature che assomigliano a chissà cosa, con corpi chissà come, magari capaci di apprendere e comunicare come un essere umano. Perchè diciamoci la verità, il tempo per arrivarci l'avranno. Altro che 14 giorni. Non crederò mai al fatto che, dopo tanta fatica per ottenere gli embrioni, li distruggano come castelli di carta. Li terrano vivi, nascosti in luoghi segreti o forse neanche tanto, e li useranno come la peggiore delle cavie. Orgogliosi come diabolici dei delle loro incredibili creazioni, nate per essere squartate, torturate, fatte ammalare e soffrire perchè, in fondo, sono scherzi di natura. E poi uccise come mosche fastidiose. Il numero ufficiale, reso pubblico, è 155. Non oso pensare quale sia la verità.
http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2017818/Embryos-involving-genes-animals-mixed-humans-produced-secretively-past-years.html#ixzz1m7lQnHUV

sabato 11 febbraio 2012

Concordia: il video del caos in plancia ed il giornalismo senza scrupoli



video


Questa sera il Tg5 ha mandato in onda un video esclusivo che mostra cosa è successo in plancia di comando della Costa Concordia dopo l'impatto con lo scoglio del Giglio. Le immagini sono una testimonianza incredibile, sarà che il black out e le luci di emergenza rendevano la scena ancora più drammatica, ma è roba da far rizzare i peli sulle braccia. Sicuramente sarà molto importante per lo sviluppo delle indagini, peccato che la procura non ne sapesse assolutamente nulla, che da tutti gli interrogatori ai presenti sulla scena non sia emersa l'esistenza di questo documento. Il Procuratore Francesco Verusio ha detto: «È una novità anche per noi. L'ho visto anche io per la prima volta. Abbiamo sentito tutti quelli che erano in plancia e nessuno ci ha detto dell'esistenza di questo video» Io mi domando come cavolo possa venire in mente di girare un video così importante e di tenerselo per sè nella speranza di venderlo ad un telegiornale, come in questo caso, per guadagnare un sacco di soldi. Perchè non ci può essere altro motivo al non riferirne l'esistenza. Ormai sono sempre tutti pronti con telecamere e cellulari a filmare qualunque cosa possa essere vendibile, ed in un caso che farà storia come questo l'odore dei soldi è fin troppo facile da fiutare. Così il regista sconosciuto lo ha sentito quando ancora non era nemmeno stato dato l'allarme generale, un po' come i due giornalisti del Concordiagate di cui abbiamo già parlato. Tenendo conto che 32 persone sono morte nel naufragio, e che molto probabilmente 15 di queste non verranno mai ritrovate, ritengo vergognoso che il Tg5 abbia acquisito il documento per fare uno scoop e che non lo abbia precedentemente mostrato a chi di dovere. Avrebbero dovuto informare la Procura, mostrarlo e chiedere il permesso di mandarlo in onda. Nel caso il permesso gli fosse stato negato avrebbero potuto chiedere che gli venisse restituito in esclusiva una volta libero da vincoli istruttori. E in caso nuovamente negativo avrebbero fatto semplicemente il loro dovere. Così invece sono stati di ostacolo alle indagini trattenendo un'evidenza preziosa e divulgandola senza avere la capacità di riconoscere eventuali dati sensibili per le indagini. Questo tipo di giornalismo hollywoodiano è davvero fuori luogo, questo sensazionalismo costante per accaparrarsi un paio di telespettatori o lettori in più non è informazione. Come la foto che è stata diffusa in questi giorni di una nave Costa troppo vicina alla costa in Brasile. Il titolo del sito italiano che l'ha fatta rimbalzare era tutto un programma: la Costa perde il pelo ma non il vizio. Ma il peggio è che appariva su un giornale. L'immagine va guardata attentamente: vedete le proporzioni tra la nave e le persone sulla spiaggia? Sì quei puntini neri sono persone, quelli rosa ombrelloni. E vedete che gli scogli arrivano all'altezza del ponte scialuppe? Beh si chiama zoom. Non lasciatevi ingannare, lo schiacciamento dell'immagine senza quasi profondità è indicativo dell'uso di un forte zoom, che qualunque fotografo o paparazzo ha sempre nella borsa: basta un 300 mm per comprimere così una scena. Quindi la notizia è una bufala, un inganno: la nave era lontana dalla costa, secondo le normali regole di navigazione e sicurezza. Perciò basta con l'informazione spazzatura, non bevetevi tutto, aprite gli occhi e chiedete un giornalismo degno di tale nome.

sabato 4 febbraio 2012

Madonna sotterrata al touchdown


Ehi Madge, ma dove eri finita? Sono passati 6 anni dal successo di Hard Candy ed i fans trepidavano per l'uscita del nuovo album di Madonna, MDNA. Finalmente ecco il primo singolo, presentato per il Superbowl. Ma Madonna deve aver preso un po' troppo sul serio la storia del football americano perchè la sua canzoncina può tranquillamente essere lanciata fuori dalla finestra come una palla ovale, e schiantata per terra a touchdown.  Un motivetto estremamente orecchiabile quanto banale, che andrebbe bene per l'esordio di qualche ragazzetta americana dai biondi capelli ossigenati e la gonna a mutanda. Give me all your luvin' è un autoreferenza ad alcuni dei momenti d'oro della cantante, sia nel testo che nelle immagini. Si parla di Lucky Star e boy toy, classiconi della Madge anni 80, sottolineati ulteriormente dal ritorno della Ciccone nei panni di Marilyn, come ai tempi di Material Girl. La canzone dice che ogni disco suona come gli altri, perciò si deve entrare nel suo mondo, ma in questo caso direi che non si noterebbe la differenza. Il video è un spot del Superbowl e nient altro, con un richiamo ad una delle scene più divertenti del film Una Pallottola Spuntata, quando un neonato viene lanciato tra i personaggi e schiacciato a terra a touchdown. Se al posto del bamboccio si mettesse questo disco il crash del vinile oltre la linea della meta farebbe esultare un intero stadio. In questi giorni Madonna ha rilasciato diverse dichiarazioni, sparando a zero su Lady Gaga. Invidia, tremenda invidia. Offuscata dalla stella della Gaga, tra l'altro di origini italiane come lei, Madge schiuma di rabbia. Nell'ultima dimostrazione di desiderio di sminuirla ha detto che Britney Spears è molto meglio di Gaga. Briteny Spears.Ma dai, diciamo che probabilmente Britney gliel'ha data e Gaga no. Ciò non toglie che il singolo venderà sicuramente milioni di copie, perchè i fan veri non si lascerebbero scappare una canzone di Madonna nemmeno se la cantasse ubriaca in calabrese!!! E speriamo che l'album sia meglio. Io volevo comprarlo, ma adesso no perchè every record sounds the same, i won't step into your world!






Concordia, già in uscita il primo libro

Veloci come il vento, con un olfatto degno del migliore segugio. I giornalisti Luciano Castro e Patrizia Perilli si trovavano a bordo della Costa Concordia la famosa notte del 13 Gennaio, e mentre cercavano di salire su una scialuppa annotavano notizie, fatti, curiosità, testimonianze, facevano magari qualche filmino col cellulare giusto per essere pronti, una volta a terra, a saltare sullo scoglio d'oro della pubblicazione. In quelle acque c'era già odore di soldi, oltre ovviamente a quello di morte. Lunedì uscirà l'ebook Concordiagate, con la loro versione dei fatti, la pubblicazione di alcuni documenti, le teorie dei due esperti giornavigatori sul perchè ed il percome la Costa si sia incagliata da sola, quasi per miracolo, e non grazie a Schettino. La pagina facebook è già pronta, con 63 mi piace all'attivo. Tutto su carta elettronica. Testimoni oculari di una disgrazia. Ma le testimonianze non starebbero meglio per esempio in Procura, almeno finchè c'è un'indagine in corso? Finchè i corpi dei dispersi non verranno estratti dalla loro bara di scintillante metallo ed acqua salata? Certo che no, bisogna battere il ferro finchè è caldo, bisogna arricchirsi subito perchè tra un po' nessuno parlerà più del naufargo, a nessuno interesserà più. Tranne forse ai familiari delle vittime, che ripenseranno sempre con le lacrime a quel maledetto venerdì 13. Loro, gli arricchiti, si telefoneranno, con le mani fruscianti soldoni, e si diranno: ti ricordi quella volta, che culo essere affondati! Soltanto loro però.

martedì 31 gennaio 2012

Su Leggo il giornalismo è un gioco in cui chi scrive non sa le regole


Ma perchè il giornalismo per forza? Perchè non fare qualcosa d'altro se non si è nemmeno in grado di verificare una fonte e scrivere un pezzo da 11 ridicole righe senza refusi? E perchè pubblicarlo senza neanche rileggerlo? Ce l'ho con chi scrive su Leggo. Sicuramente è l'aggregatore di notizie più visitato del web, ma non significa che per sfornare notizie nuove da mettere online bisogni prendere cani e porci. Sarà che in questo caso hanno toccato un tema sensibile per me e mi sono girate le palle. Si parla di un lussuoso hotel di Las Vegas dove c'è un acquario, la Tank, con squali e razze, ed un enorme scivolo coperto che ci passa in mezzo. Una caccarata tipica da LV, una notizia che non interessa praticamente a nessuno, scritta così:




LAS VEGAS - Un parco acquatico per temerari, contro le statistiche che dicono che una delle fobie più difusse è quella di essere aggrediti da uno squalo. Il Golden Nugget Hotel di Las Vegas, un resort extralusso affiancato ad uno dei più prestigiosi casinò della città del peccato, presenta un'attrazione per gli appassionati delle vacanze ad alto tasso adrenalinico. 

Squali tigre, bianco, martello e tante altre specie circondano i temerari che decidono di lanciarsi nello scivolo dell'acquario. Molti l'hanno già ribattezzato lo scivolo più pauroso del mondo, anche se i rischi sono prossimi allo zero, visto che il cliente sarà circondato da una spessima protezione in acrilico. 

Un parcogiochi da ricchi, per il quale l'hotel ha già speso oltre 20 milioni di dollari, che segue le già famose cascate artificiali. Insomma, un centro d'attrazioni studiato per i turisti dal portafoglio pasciuto amanti del rischio finto. 


Notate le meraviglie sottolineate in verde. A parte i refusi difusse e spessima, o lo scivolo più pauroso del mondo, che si spaventa quando vede i turisti in costume, quello che mi fa gridare vendetta è la descrizione dei tipi di squalo, buttati lì a caso, senza verificare, citando solo i più famosi che non ci sono affatto. Niente martello o tigre, e per favore, niente squalo bianco, che è l'unico al mondo a non poter sopravvivere in cattività. Con una brevissima ricerca su internet ho scoperto che nella tank ci sono i pinna nera del pacifico, i nutrice, il leopardo, i bronzo e i toro della sabbia, ossia i raggies. per una lunghezza media di 1,5 metri ciascuno, ad eccezione dei raggies che possono superare i 3 in cattività. Ho postato un commento facendo notare gli errori, ma ovviamente è stato moderato e non pubblicato. Ci voleva tanto a scrivere un articolo decente? Dico a te, che vieni pagato per fare pezzi che non ricontrolli, mentre io mi mangio le dita perchè ci provo ci provo e non mi caga nessuno.


W gli squali

lunedì 30 gennaio 2012

Tradire non è peccato: cerca donne sposate nella tua città


"Tradire non è peccato: cerca donne sposate nella tua città." Stavo giocando a quei giochini spreca tempo che si trovano su facebook quando all'improvviso mi è caduto l'occhio su un  frame che lampeggiava sotto il mio solitario. L'occhio si è sgranato, ed è partito il Mabasta. Una interessante pubblicità, non c'è che dire. Purtroppo questi Ad durano solo 1 minuto e non ho fatto a tempo a salvare l'immagine prima che cambiasse. Ho schiacciato decine di volte il tasto ricarica frame nella speranza di ritrovare esattamente quello che avevo visto, e passando attraverso offerte di stivali, adsl, è proprio vero hai vinto un iphone, sei online adesso hai vinto un ipad, hai 5 amici che hanno commentato la tua foto clicca qui, chiara vuol fare amicizia con te accetta qui, sushi nella tua città con groupon, portati a casa van gogh se voli ad Amsterdam, sei il visitatore 10,000 premi il pulsante entro tot secondi, quanti occhi vedi? il 79% degli abitanti della tua città non lo sa (!) fish pedicure (ma dai!) eccone un altro simile. Ho cliccato sul banner temendo di ritrovarmi un paio di tette giganti a tutto schermo non appena si fosse aperta la nuova finestra, oltre a qualche virus, malware o quant'altro pronto a farmi saltare il computer. Ma ecco la foto di un uomo e una donna fighissimi ed ammiccanti. Su questo sito ci si registra e si  può fare un prova gratuita per un piccolo periodo, in cui si possono vedere i profili degli iscritti e chattare, poi però scatta il pagamento. E’ tutto spiegato nei termini di utilizzo, ma solo se sei un maschietto. Le donne hanno l’accesso gratuito. Ma il mercato del sesso non è vietato? Qui c'è un sottile confine, uno dei classici buchi di legislazione per cui ci si trova in terra di nessuno e si fa un po' quel che si vuole. La ditta, agenzia, o pappone elettronico che dir si voglia prende dei soldi per la registrazione al sito di incontri, quindi diventa sesso a pagamento. O forse no, altrimenti i siti verrebbero chiusi, invece ho scoperto che facendo una semplice ricerca con google ne escono a decine, c’è solo l’imbarazzo della scelta. In fondo mica è detto che poi si arrivi al dunque. I vari siti di incontri funzionano allo stesso modo con la sola differenza che non si parla esplicitamente di tradimento. Il mio stupore deriva solo dal fatto che non mi aspettavo di vedere un’offerta del genere su facebook, ma forse è proprio questo il punto. Anche quel mercato sta trovando nuove vie di marketing in una società che fa di tette e culi il proprio brand migliore. E se quelli della propria moglie hanno stufato basta fare un clic dopo aver giocato al solitario.

domenica 29 gennaio 2012

Stefano Cucchi, il pestaggio dei commenti

Voglio parlare di nuovo di Stefano Cucchi. Lo faccio perchè mi hanno colpito i commenti all'ultima notizia riguardante la sua morte. La difesa del ragazzo mostra nuove foto e porta in aula una perizia di parte che dimostra, inequivocabilmente, che Cucchi è morto in seguito a 40 lesioni, di cui molte sono traumi da difesa dovuti alle percosse subite in carcere. La sorella sostiene che molte delle immagini scattate come prova del pestaggio non siano state nemmeno portate in tribunale, pur essendo chiare e pertinenti. Parla di una volontà di ritenere quelle ferite lievi soltanto perchè chi le ha inferte portava una divisa. Ovviamente non sappiamo cosa sia realmente successo, ma una cosa è certa: questo caso agita notevolmente gli animi. Ci sono commenti pesantissimi del tipo ben gli sta, un drogato di meno. Oppure: non facciamo gli ipocriti, vendeva la morte ha trovato la morte, rip. Uno ha scritto: Aaaaahhhhhhhh.....che è tuthankamon per favore mi vien da vomitare, sottolineando il fatto che la foto del volto tumefatto di Cucchi campeggia a tutta pagina (e in questo caso proprio torto non ha, vedi Mabasta nessun rispetto per Stefano Cucchi ). C'è chi insulta la sorella Ilaria, dicendole di smettere di fare la figa cercando di spillare soldi sfruttando il cadavere di suo fratello. E questo è il tono di molti post. Ma quelli a difesa del morto, quelli che inneggiano alla giustizia per tutti, alla pari dignità di ciascun essere umano non sono da meno, perchè si scagliano con grande violenza contro i provocatori. Che succedesse a tuo figlio, dice uno. Sei un pezzo di merda schifoso, rincara un altro. SIETE UNA MANICA DI STUPIDI ED IGNORANTI BIGOTTI SENZA CUORE !!!!!!!! grida tutto in stampatello il johnny78 di turno, mentre cikka dice soltanto merdaaaaaaaaa!!!!!! infame!!!!!! E allora io mi chiedo da dove venga tanta rabbia, tanto odio che si attacca a qualunque cosa pur di esplodere. Gli uni e gli altri rasentano l'inverosimile. Commentano, commentano e non capiscono che anche loro, in modo diverso, si stanno ammazzando di botte.

La statua del vada a bordo cazzo

La frase "Vada a bordo, cazzo!" che il capitano De Falco ha detto a quello della Concordia Schettino è un tormentone come le più becere canzoni dell'estate. Impera sui social network con vignette di tutti i tipi, fa vendere t-shirt a chi l'ha ideata conoscendo la malattia mentale tipica degli italiani,  e battendosene altamente le balle dell'aspetto morale di simil commercio, ma la ciliegina sulla torta, lo scoppio pirotecnico, la pensata del secolo arriva dal comune di Vagli Sotto, provincia di Lucca. Che già il nome del posto è tutto un programma. Ed anche gli abitanti del luogo non devono essere proprio tutti cimbrati visto che hanno aderito entusiasticamente alla proposta del sindaco, tale Mario Puglia, mettendo a disposizione ben 60mila euro per realizzare una statua rappresentante il "Vada a bordo,cazzo". Io non ci credevo, ho dovuto leggere la notizia diverse volte per assimilare il nonsenso. 60mila euro. Lo ripeto in modo che sia chiaro. Lo scultore è già partito per la Guardia a piedi, perchè una botta di culo così non gli ricapiterà più. Il sindaco sostiene che l'intento sia quello di cementare nella pietra, o nel marmo, o nel metallo ancora non si sa, l'evento drammatico da non dimenticare, come monito perchè certe cose non capitino più. Mai più. Forse teme che i pedalò che fanno l'inchino al paese dalle acque immote del suo lago artificiale possano affondare miseramente in due metri d'acqua e che i turisti vengano assaliti dalle trote di allevamento. Perchè Vagli non è esattamente sul mare. E poi mi domando, come sarà la statua? Ci sarà De Falco con una cornetta in mano ed un fumetto che gli esce dalla bocca con scritto vada a bordo, cazzo? Oppure Schettino travestito da cozza aggrappato ad uno scoglio, a guardare le scialuppe e la nave inclinata? Ma la nave ci sarà nella statua? A grandezza naturale o come modellino in scala 1: troppe volte? Chissà dove la metteranno, se in centro paese, ai bordi della piscina comunale, o vicino alla parrocchia, così che i vagliesi la notino tutte le domeniche prima di andare a messa! Puglia non vuole rivelare l'identità dello scultore per paura di sequestri preventivi, o forse per evitare che la gente sana di mente gli riempia di mazzate la statua, e non per vedere se effettivamente dice vada a bordo, cazzo! Bella pensata, davvero bravi. 60mila euro buttati nel cesso per un atto di pessimo gusto, totalmente fuori luogo. Se proprio non vogliono dimenticare, se proprio gli avanzano quei soldi, in un momento di crisi nazionale senza precedenti, perchè non li danno in beneficenza? Sono certa che chiunque non abbia nulla e ricevesse anche solo 100 euro a nome della Concordia non lo dimenticherebbe mai. Invece a Puglia tutto ciò che si può dire di cuore è VAI AFFANCULO CAZZONE!
Imbarazzante, vergogna e sdegno

mercoledì 25 gennaio 2012

L'Isola dei Mostruosi

Facevo una carrellatina dopo aver visto un telefilm e cosa mi finisce davanti agli occhi? Un'immagine a tutto schermo di Otelma in mutande. Ho istintivamente incrociato le dita e piazzato una cornazza da paura mentre sopra la mia testa si fulminava una lampadina! Ma sono pazzi? Non hanno capito che dopo gli anni 80 avrebbero dovuto lasciare il divino nella sua piramide di cartapesta, con paramenti e  tutta la sfiga che porta? Ho cambiato all'istante canale, ma il mabasta che mi è scappato dalle labbra mi ha costretto a tornare sui miei passi e farmi forza. E così ho scoperto che è iniziata la nona stagione dell'isola dei famosi, istantaneamente ribattezzata l'isola dei mostruosi visti i lineamenti dei concorrenti e degli opinionisti in studio. Più che un'isola è la Silicon Valley! Eletti ed eroi sono un'accozzaglia di disperati, reduci e nuovi delle spiagge di quella cavolo di isola che non sprofonda mai nelle viscere dell'oceano! Carmen Russo ha perso gli occhi nella sabbia, o almeno credo visto che ha solo due fessure, la Marini deve essersi tuffata su un riccio di mare e le si sono gonfiate le labbra a dismisura. Enzo Paolo Turchi è planato su un covone di fieno che gli si è incastrato in testa e come oggetto personale si è portato un tubo da 20 chili di crema contro le emorroidi. Cecchi Paone è talmente grasso che non sta nell'inquadratura, soprattutto se affiancato da Rossano Rubicondi che ha perso capelli e fisicaccio. Dan Harrow sta passando il tempo a guardare se i suoi muscoli palestrati vengono bene in televisione, tra un tatuaggio e l'altro! Anche Flavia Vento rotola, la Yespica e Arianna non le commento perchè tanto non le conosco. E Malgioglio è Malgioglio, con la Ventura sulla t-shirt! Sic. Ecco gli eroi. Gli eletti sono Eliana Cartella, che ho appena scoperto essere stata finalista a Miss italia...aaaaahhhh...Max Bertolani, che google dice essere  un ex giocatore di football americano ed ex tronista in Uomini e Donne...ahhhhahahaha...Guendalina Tavassi, il tormentone del Grande Fratello, e da quanto ho letto su facebook semina guai, Mariano Apicella, che da quando ha cantato con Berlusconi può solo fare il giullare, ed infine lui, il Divino Otelma con le carte di Horus. Si aprono le scommesse su quanti tornado si abbatterano sui naufraghi, quanti pesci velenosi pescheranno, quanti nidi di formiche assassine pesteranno, quante botte di colite avranno, quante ustioni, esplosioni di protesi, crolli delle tende, verruche e via dicendo. A tutti tranne che a uno, quindi, se tanto mi dà tanto, vincerà Otelma perchè sarà l'unico concorrente ancora in vita. Lui le eliminazioni le fa fisiche con un incantesimo! Il che, in fondo, potrebbe essere un bene, liberarci in un colpo solo di tanti mostri, per niente sacri. La Vladi conduce da ex vincitrice, schernendo a grasse risate le disavventure degli ex concorrenti. Ah adesso mi sento meglio, al Martedì avrò il Principiante, al Mercoledì l'Isola, speriamo che un primo piano di Otelma mi fonda il tubo catodico!

Il Principe Principiante che deride il comune lavoro

La crisi sta iniziando a rosicchiarci le dita dei piedi, Monti ogni giorno ne inventa una per renderci più poveri, le acque del Giglio sono contaminate di decomposizione ed idiozia, ma finalmente possiamo stare tranquilli: le nostre serate del Martedì saranno presto allietate dalla trasmissione del secolo, un programma da lasciare a bocca aperta per l'alto contenuto culturale, innovativo ed artistico. Arriva il Principiante. E già mi sto grattando la pancia dal ridere per l'acuto gioco di parole, davvero impressionante. Che cos'è chiederete incuriositi come tanti bambini davanti all'albero di natale. E'  il docureality di Cielo con protagonista nientepopodimeno che Emanuele Filiberto di Savoia, il principe principiante che in ogni puntata eseguirà un lavoro diverso in ambienti a lui ostili e sconosciuti. Farà quindi l'operaio edile, il toelettatore di cani oppure il pizzaiolo. E già non capisco dove possa essere l'interesse. Vuol forse dire che non sono cose da principe? Che un aristocratico si abbassa alla bassezza del populino facendo quelle cose orrende con la erre moscia? Così, mi sorge questo dubbio insulso ed infondato. Certo. La produzione sostiene che siano i telespettatori a scegliere in quale mestiere farlo cimentare, ma è una balla grossa come quella che la Costa non sapesse dell'inchino al Giglio. Perchè se fossimo davvero noi comuni mortali, senza blasone ma col sangue blu dalla rabbia che ci rode il fegato di questi tempi, i lavoretti per il rampollo di casa Savoia sarebbero di certo altri. Vista la storia familiare, la quantità di denaro nelle sue tasche, la faccia diciamo non proprio sveglia, 
i maroni che ci ha sfracellato per poter tornare in Italia a fare il pagliaccio, secondo me raccoglitore di chewing gum sarebbe stato adatto. A novanta inginocchiato sui marciapiedi di città a staccare una per una le cicche spiaccicate, con l'ausilio soltanto di uno stecchino senza punta. Oppure, sempre per rimanere in tema di marciapiedi, il pulisci escrementi di cane, visto che ancora molti proprietari non usano i sacchettini porta pupù. O magari lo spegnitore di candeline infinite, quelle che soffi soffi ma continuano a colare sulla torta e bruciacchiare la pasta di zucchero di scintille. Il concimatore manuale non sarebbe male, lo scartatore di merendine, l'asciugatore di scogli, il pettinatore di bambole, l'hair stylist per zanzare, il dentista per grizzly, l'insuppostatore di leoni, lo smacchiatore di leopardi, il parafulmini, il trapezzista sulla lava o il fachiro sulle scorie radioattive. E chi ha più fantasia è libero di aggiungere, la lista è infinita. Sono certa che il buon Principollo prenderebbe il primo jet privato per la Svizzera e volerebbe via cantando Italia addio. Stonato.

MABASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

martedì 17 gennaio 2012

La Costa Concordia affonda l'economia

E' inclinata su un fianco, appoggiata agli scogli, sommersa per metà dal mare e per intero dagli sguardi e dall'attenzione di tutto il mondo. Parole di cordoglio per la tragedia dei morti, la paura dei vivi e preoccupazioni per l'ambiente minacciato da 2500 tonnellate di carburante pesante. Ma dal ventre squarciato della Costa Concordia, tomba di metallo dei cosiddetti dispersi, tutto ciò che spilla per ora non visto è l'affondamento dell'economia, quel giro di milardi di euro che cola a picco insieme alla nave. Sì perchè ancora non ci si è fermati a pensare a quello che accadrebbe se la Costa dovesse fallire, se dovesse venirle ritirata la licenza di navigazione come è già stato richiesto. Intanto oggi le azioni della Carnival, proprietaria di Costa, sono miseramente naufragate con una perdita di oltre il 17%, che significa milioni di euro di grandi e piccoli investitori gettati ai marosi. Non sono solo le multinazionali a rimetterci, sono anche i risparmiatori di ogni parte del mondo, che hanno affidato i loro soldi ai promoter finanziari delle  banche. Chissà quante telefonate oggi, con gente che si sentiva dire: signora si ricorda i risparmi di una vita che ci ha affidato? Beh sono sul fondo dell'isola del Giglio in pasto ai pesci. Spiacenti. Per non parlare poi degli imprenditori che hanno Costa come cliente principale: immagino il terrore di chi gli fornisce le penne, quelle che 1 passeggero su 2 si porta a casa ad ogni crociera, o di chi gli dà la carta ( che sia cartolina, tovagliolini, intestata o igienica non importa ). Finita la pacchia per chi rifonisce di bevande e generi alimentari, per chi non fa mai mancare le lampadine per quei condomini galleggianti da 4000 persone, per chi provvede alla manutenzione degli impianti elettrici, idrici e quantaltro. Niente più braccialetti di plastica con stampato il logo Costa, da mettere al polso quando si sbarca per un'escursione, niente più convenzioni con i servizi di pullman, unico mezzo di trasferimento sulla terra ferma usato dai croceristi. Basta alle guide turistiche, alle entrate nei musei, nei siti archeologici, negli outlet sparsi per il mondo. Immaginate la disperazione dei negozianti di quei paesi che vivono quasi totalmente sugli introiti della stagione crocieristica, a meno che ovviamente non siano paradisi fiscali craraibici. E che dire dei venditori ambulanti che aspettano pazienti sui moli il ritorno dei turisti  alla nave, dopo una gita? Riescono sempre a piazzare qualche schifezza, nell'aria festaiola che accompagna il crocierista. Fine anche per loro. Bar, ristoranti, alberghi convenzionati perderanno migliaia di clienti. Persino i parcheggi se la passeranno male, senza le auto in sosta lunga durante il viaggio. Le assicurazioni di viaggio non venderanno più pacchetti crociera, mentre le grandi assicurazioni si stanno strappando i capelli all'idea di come trovare i soldi per risarcire tutto e tutti. Persino la Crispo confetti si sta dannando, per il pessimo tempismo con cui ha basato la sua campagna promozionale estate 2012 su "vinci una crociera Costa". Anche le linee aeree perderanno una bella fetta di passeggeri, quelli che portavano volando ai terminal di imbarco. E infine proprio i terminal, come quello nuovo di Savona, che dal 2003 non ha ancora smesso di ampliarsi con costi superiori a 300 milioni di euro. Senza i crocieristi come risaneranno il debito? E i piccoli commercianti, i negozietti, i bar che generalmente vengono presi d'assalto dai turisti in attesa di salire a bordo? A chi venderanno? Chi riempirà le stanze degli alberghi vicini ad un Palacrociere vuoto? Chi venderà immobili in un'area che corre verso il fallimento? Senza il passaggio di 127mila crocieristi l'anno come sopravviverà quella zona? Ed infine penso ai tanti dipendenti della Costa, sparsi su 15 navi da crociera in giro per il mondo. Se la compagnia dovesse fallire ci sarebbero oltre 15mila persone senza lavoro, senza gli stipendi, senza il denaro che, come tutti, reinvestivano nella macchina del commercio e dell'economia globale. E se dovesse esserci un disastro ambientale chi ripagherà l'isola del Giglio? Chi vorrà passeggiare su una spiaggia ritrovandosi sotto i piedi macchie nere di catrame che sa di morte? Chi si immergerà sui fondali che stanno facendo da bara ai passegeri dispersi? La stagione turistica affonderà come la nave. Così la Costa Concordia porterebbe con sè altre sciagure, sparse su ogni rotta  ed itinerario. Il giorno del varo la bottiglia non si ruppe, e l'altra sera, quella dell'incidente, era Venerdì 13. Chi crede alla sfiga in questo caso ne ha ben donde. Chi conosce l'economia trema.

Condividi

Share |