Ha vinto di nuovo Maria De Filippi. Ha vinto Emma. Il Festival di Sanremo ha incoronato vincitore per la terza volta un ex concorrente di Amici e se Emma l'anno scorso avesse partecipato da sola e non con i Modà forse sarebbe oggi al secondo leoncino. Un risultato annunciato, con la sua vittoria che circolava su twitter già diverse ore prima della fine della serata. Sembra davvero che lo strapotere della DeFi e di Canale 5 sia inarrestabile, visto che anche Alessandro Casillo, vincitore di Sanremo giovani, viene dalla fucina di Gerry Scotti e del suo Io Canto. Il ragazzino ha già 150mila fan su facebook e se tanto mi dà tanto appena entrerà fra i big trionferà di nuovo. Quale è veramente il bacino di utenti influenzati dai reality di Mediaset? Possibile che non ci sia mai un successo di qualcuno che esce per esempio da X factor? Reality per reality dovrebbe essere la stessa cosa. Invece no. C'è chi parla di voti comprati con i call center, nonostante le secche smentite. Chissà quale è la verità, di certo Maria si godrà dal divano di casa l'ennesimo trionfo pregustando una versione del Festival ospitata da Canale5, con Platinette e la Maionchi a scendere le scale dell'Ariston al posto di Belen e la Canalis, mentre Garrison e la Celentano litigano in prima fila su quale delle due lo faccia meglio per via dell'impostazione classica. L'orchestra è già condotta da Vessicchio e Perris perciò nulla di nuovo, mentre Grazia di Michele si calerà nuovamente nei panni di cantante in gara con un nuovo intramontabile singolo: le nonne di Gaugin! Rudy Zerbi prenderà il posto di Celentano esibendosi in un monologo di un'ora su come si guadagni molto di più in televisione con Maria che alla guida di Sony Italia! Insomma un'edizione di Sanremo tutta casalinga, con i protagonisti che saliranno sul palco direttamente in ciabatte e coi bigodini in testa (tranne Zerbi) tanto la vittoria resterebbe comunque in famiglia. E buone canzoni a tutti
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lunedì 20 febbraio 2012
mercoledì 15 giugno 2011
Epitaffio di Berlusconi
Berlusconi è in caduta libera. Ormai è chiaro che per lui sia giunto il punto di non ritorno e che la Fortuna, alla fine, si è tolta la benda e gli ha fatto una grassa risata in faccia dicendogli: "mabasta!"
Quella specie di incantesimo che tramutava in oro tutto ciò che lui e la sua famiglia toccavano si è trasformato in una specie di maledizione, e adesso ogni mossa è sbagliata, ogni passo falso, e l'oro diventa fango.
Aveva costruito un impero Berlusconi: partendo dall'immobiliaristica che gli ha dato il titolo di Cavaliere del lavoro ha creato Milano 2 dal nulla; ha portato la rivoluzione della tv commerciale, dei giochi a premi, dei telefilm e dei cartoni animati. Ha guidato gli italiani, attraverso lo schermo, nella prosperità degli anni 80, cresciuto i bambini nel consumismo. E quando il piccolo schermo non bastava più si è espanso, acquisendo i colossi editoriali Einaudi e Mondadori, Blockbuster italia per il noleggio video, mettendo insomma le mani un po' ovunque con grande successo.
Poi la politica, e l'inizio di un lento tracollo.
Questa parte della storia la conosciamo fin troppo bene, tra alternanze di governo, danze giudiziarie, figuracce internazionali, leggi elettorali come capitano, leggi ad personam come caramelle, per arrivare ai festini di Arcore, il bunga bunga e le elezioni 2011. Infine il referendum.
L'impero crolla.
Silvio ha perso completamente il controllo di se stesso e della sua famiglia, folle nelle sue manie sessuali, nelle sue battute da cabaret da crociera, nella sua lotta al comunismo che non esiste più. Ormai privo di senso si arrampica sugli specchi per non perdere aderenza col potere, che gli ha dato alla testa.
Mediaset è allo sfascio, con una stagione 2010 che ha visto il numero più alto di programmi cancellati di sempre e quelli portati avanti sono di livello al limite del vergognoso. Pier Silvio non è in grado di gestire le televisioni di papà, e basta accendere la tv per rendersene conto.
Marina invece sta mettendo in ginocchio la Mondadori, riducendola piano piano a livelli imbarazzanti: i libri sembrano ormai essere buoni solo per accendere stufe e caminetti, le riviste e i giornali storici hanno lo stesso spessore del Corrierino dei Piccoli. Divorzi, matrimoni, figli che si schiantano in autostrada perchè non lucidi al volante e nessuno che lo dica al telegiornale, prostitute, donnine, minori.
E l'impero collassa, senza più freno, come una valanga che travolge tutto e tutti.
Il potere, si sa, porta alla follia. La fortuna arride finchè si mantengono i piedi per terra, ma quando si confonde il proprio ruolo con quello di Dio, quando ci si vuole trasformare in dittatori, salvatori dell'umanità con le tasche piene, ecco che arriva la fine.
Lo sanno Cesare, Napoleone, Hitler e Mussolini. Lo sanno i Kennedy ed anche gli Agnelli.
La storia si ripete, sempre.
Caro Silvio, il dado è tratto.
lunedì 13 giugno 2011
Rai e Mediaset, oscurantismo durante lo spoglio delle schede
Ed ecco che i seggi chiudono, oggi, Lunedì 13 Giugno 2011, e per la prima volta dopo 15 anni si raggiunge il quorum.
Rai e Mediaset cosa fanno? Niente.
Tranne Rai3 nessuno trasmette i dati in tempo reale, lo spoglio delle schede per capire se il quorum è stato raggiunto o no, l'analisi dei sì e dei no. Niente.
Le solite trasmissioni idiote, come se fosse un giorno qualunque invece che un giorno memorabile per l'Italia. Il giorno in cui ci siamo ripresi la democrazia.
E passi per i canali Mediaset, che tanto sappiamo dove sono di casa e quindi non c'è da stupirsi. Di rete4 neanche a parlarne perchè Fede sarà ricoverato con ictus bilaterale per il colpo al cuore. Ma la Rai? Non è forse la televisione di Stato? Quella libera, pubblica, quella per cui paghiamo il canone? Perchè paghiamo lo schifosissimo canone? E proprio oggi arriva la notizia che Fazio, Littizzetto e Report chiudono i battenti, perchè troppo scomodi.
Qual è l'informazione libera?
Questa. Internet.
Non certo le mie parole, ma anche.
Le vostre, quelle di scrittori e giornalisti liberi ed impegnati, quelle di tutti coloro che hanno permesso di raggiungere il quorum al referendum con un tam tam martellante.
Io il canone non lo voglio pagare più, e voi?
Tamarreide, tomba del teleschermo
Io amavo Italia 1, era la mia "televisione" preferita quando ero piccola, perchè alle 4 c'era bim bum bam, e iniziavano i cartoni animati. Crescevo, e c'erano Dj television ed il Festivalbar. Sempre attaccata al canale n. 6 del mio televisore. Poi, piano piano, l'abisso. Fino a stasera, giorno in cui, secondo me, Italia1 toccherà il punto più basso in assoluto della sua storia.
Tutti col telecomando in mano, perchè inizia Tamarreide. Ovviamente per cambiare canale.
Dopo il flop di Human take control Mediaset ci riprova con un'altra cagata.
Tamarreide, già il nome mi evoca fastidi indicibili, ed un certo richiamo per assonanza a dolorosi stati emorroidali. Definita Docufiction dai comunicati stampa ufficiali, Tamarreidi deve essere una schifezza colossale, con 8 concorrenti derelitti in giro per l'italia su un megabus con gli interni leopardati. Tutti in cerca di fama, notorietà e soldi facili nello show business. Loro, i tamarri. Quelli che non sanno mettere in fila due parole d' italiano senza confondere congiuntivi e congiuntiviti, che quando parlano ci vuole un interprete; quelli che se si girano troppo nel sonno si strozzano nelle catenazze d'oro, che non si tolgono gli occhiali da sole nemmeno sul water. Quelli che cioè troppo fico, e che nei test per i quozienti intellettivi ottengono numeri negativi.
Forse gli autori pensano che col caldo dell'estate anche noi, tra ascelle sudate e piedi asfaltati, potremmo sentirci un po' tamarri, mentre sul divano guardiamo la tv in mutande. Forse potremmo interessarci a loro e "Grazie agli otto "truzzi" scopriremo giorno dopo giorno la filosofia tamarra e tutti i suoi imprescindibili "comandamenti".
Capiremo come si muove uno "zarro", a cosa ambisce come si esprime, come si veste e che musica ascolta."
O forse no.
Forse non guarderemo questa perla di programma, forse ci faremo piastrellare le orecchie pur di non sentire discorsi truzzi, ci faremo cucire gli occhi da Dario Argento, oppure ci caleremo una bottiglia intera di erbe lassative per assicurarci di non restare davanti alla tv. C'è chi si farà dare il turno di notte, chi prenderà a bastonate lo schermo, chi scriverà frasi di viva protesta sui muri di mediaset, come Fantozzi, chi andrà farsi un bagno di mezzanotte, chi farà il bucato, laverà i piatti, stirerà calzini, mangerà fuoco, camminerà sui vetri e così via. Ma nessuno, mi ne sono certa, guarderà Tamarreide.
Sulla pagina ufficiale di Facebook piace già a 777 persone.
Mi sa che sbaglio.
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