sabato 11 febbraio 2012

Concordia: il video del caos in plancia ed il giornalismo senza scrupoli



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Questa sera il Tg5 ha mandato in onda un video esclusivo che mostra cosa è successo in plancia di comando della Costa Concordia dopo l'impatto con lo scoglio del Giglio. Le immagini sono una testimonianza incredibile, sarà che il black out e le luci di emergenza rendevano la scena ancora più drammatica, ma è roba da far rizzare i peli sulle braccia. Sicuramente sarà molto importante per lo sviluppo delle indagini, peccato che la procura non ne sapesse assolutamente nulla, che da tutti gli interrogatori ai presenti sulla scena non sia emersa l'esistenza di questo documento. Il Procuratore Francesco Verusio ha detto: «È una novità anche per noi. L'ho visto anche io per la prima volta. Abbiamo sentito tutti quelli che erano in plancia e nessuno ci ha detto dell'esistenza di questo video» Io mi domando come cavolo possa venire in mente di girare un video così importante e di tenerselo per sè nella speranza di venderlo ad un telegiornale, come in questo caso, per guadagnare un sacco di soldi. Perchè non ci può essere altro motivo al non riferirne l'esistenza. Ormai sono sempre tutti pronti con telecamere e cellulari a filmare qualunque cosa possa essere vendibile, ed in un caso che farà storia come questo l'odore dei soldi è fin troppo facile da fiutare. Così il regista sconosciuto lo ha sentito quando ancora non era nemmeno stato dato l'allarme generale, un po' come i due giornalisti del Concordiagate di cui abbiamo già parlato. Tenendo conto che 32 persone sono morte nel naufragio, e che molto probabilmente 15 di queste non verranno mai ritrovate, ritengo vergognoso che il Tg5 abbia acquisito il documento per fare uno scoop e che non lo abbia precedentemente mostrato a chi di dovere. Avrebbero dovuto informare la Procura, mostrarlo e chiedere il permesso di mandarlo in onda. Nel caso il permesso gli fosse stato negato avrebbero potuto chiedere che gli venisse restituito in esclusiva una volta libero da vincoli istruttori. E in caso nuovamente negativo avrebbero fatto semplicemente il loro dovere. Così invece sono stati di ostacolo alle indagini trattenendo un'evidenza preziosa e divulgandola senza avere la capacità di riconoscere eventuali dati sensibili per le indagini. Questo tipo di giornalismo hollywoodiano è davvero fuori luogo, questo sensazionalismo costante per accaparrarsi un paio di telespettatori o lettori in più non è informazione. Come la foto che è stata diffusa in questi giorni di una nave Costa troppo vicina alla costa in Brasile. Il titolo del sito italiano che l'ha fatta rimbalzare era tutto un programma: la Costa perde il pelo ma non il vizio. Ma il peggio è che appariva su un giornale. L'immagine va guardata attentamente: vedete le proporzioni tra la nave e le persone sulla spiaggia? Sì quei puntini neri sono persone, quelli rosa ombrelloni. E vedete che gli scogli arrivano all'altezza del ponte scialuppe? Beh si chiama zoom. Non lasciatevi ingannare, lo schiacciamento dell'immagine senza quasi profondità è indicativo dell'uso di un forte zoom, che qualunque fotografo o paparazzo ha sempre nella borsa: basta un 300 mm per comprimere così una scena. Quindi la notizia è una bufala, un inganno: la nave era lontana dalla costa, secondo le normali regole di navigazione e sicurezza. Perciò basta con l'informazione spazzatura, non bevetevi tutto, aprite gli occhi e chiedete un giornalismo degno di tale nome.

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