Per Monti, 22 suicidi in meno di quattro mesi non sono gran cosa, se paragonati ai 1276 avvenuti in Grecia. Le sue parole, arrivate alla fine del consiglio dei ministri, dovrebbero farci riflettere, farci capire che questo pseudo governo che ci hanno messo addosso deve finire, che bisogna cambiare completamente la classe politica, epurarla. Perchè a Monti, e tutti quelli come lui, degli italiani non frega assolutamente niente. 22 disperati che si uccidono perchè non possono più pagare gli stipendi, o non ne hanno uno e non arrivano più a fine mese, incapaci di sostenere la propria famiglia, sfamare i figli, per il Presidente del Consiglio sono merda da non considerare. Sono briciole di sacrificio sull'altare della ricostruzione italiana. Sulla graticola della crisi che nessuno sa gestire. Chissà il mese prossimo quanta gente si ammazzerà al momento di pagare le tasse, ma in fondo chissenefrega, intanto non sono parenti di Monti o di tutti i ciarlatani che tengono le chiappe su poltrone foderate di euro. Sono fantasmi sociali lontani dagli occhi del potere, persone senza nome che frugano nei cassonetti o rubano un pezzo di carne al supermercato. Sono miserabili che strisciano nella polvere, eppure, quando si tolgono la vita, viene fuori che un nome ce l'avevano, una faccia, una famiglia. Che avevano un lavoro e non erano parassiti, che non rubavano nè strisciavano nella polvere, ma che prima della crisi avevano amici, una macchina, una vita come tante. Una pensione decorosa magari, che con i tagli è diventata carta straccia. Che erano vicini di casa di qualcuno ed avevano una dignità che non volevano perdere. Chi sarà il prossimo? Qualcuno che conosciamo di persona? Di certo non toccherà ai bei politici, agli uomini della Lega oggi sul palcoscenico della vergogna. Sarà ancora dal calderone della gente comune che la crisi estrarrà la prossima vittima, finchè non ci stuferemo e manderemo all'aria questo cavolo di paese, con le armi in pugno ed il fuoco.
venerdì 20 aprile 2012
venerdì 30 marzo 2012
Tutti pazzi per lo spread
Se si potesse calcolare il numero di volte che gli italiani hanno pronunciato negli ultimi mesi la parola spread credo che rimarremmo stupiti dalla cifra esagerata. Sì perchè lo si sente nominare ovunque, ci sono casalinghe che lo chiedono al mercato al posto del prezzemolo, per condirci un po' di questo e un po' di quello. Ne parlano proprio tutti, specialmente quelli da cui non te lo aspetteresti mai, quelli che non dovrebbero nemmeno avere idea di che cosa sia. E infatti non ce l'hanno. E' il lavaggio del cervello mediatico, il bombardamento televisivo che genera files minuscoli nel nostro cervello, con informazioni scorrette che vengono processate ed acquisite da ciascuno un po' come capita. Perciò succede di andare a fare la spesa, e di sentire il seguente dialogo: "come è caro questo petto di pollo. In quell'altro supermercato costava meno!" "Eh ci credo, oggi lo spread era di nuovo a 390!" Udito con queste orecchie. E mio padre, uomo colto, eccezionale dirigente, intelligenza rapida, cervello pratico, ma totalmente ignorante in materia di mercati finanziari, l'altra mattina al telefono mi ha detto. "Ciao tesoro, tutto bene? Che tempo fa lì da te? Hai visto che lo spread è sceso a 340?" Io ho pensato: esci dal suo corpo chiunque tu sia! Perchè in fondo, diciamolo, o di cognome fai Buffet o non sai di cosa stai parlando. E' tutto un gioco virtuale, una scusa, una spada di damocle creata per mettere pressione sui paesi, e sulla gente comune, che ha il terrore che questa cosa chiamata spread salga a tal punto da diventare contagiosa e fare morti come la peste. E' uno specchietto per le allodole che tiene lontana l'attenzione da quello che succede veramente nella nostra povera Italia, dal fatto che la gente si suicida per la crisi, o si dà fuoco davanti alle banche che non erogano più un centesimo e come scusa ti dicono...eh lo spread! E' stato un giochino per far cadere il governo Berlusconi, per farci credere che Monti sia il salvatore della patria, tanto che appena messe le onorevoli terga sullo scranno governativo i famigerati punti percentuale hanno cominciato a scendere. A 5 anni, a 10 anni, rendimenti, differenziali, percentuali. Forse gli italiani capirebbero di più se gli dicessero: ti ricordi quando tuo padre con i bot e i btp al 10% si è comprato la macchina? Beh ora con gli stessi titoli potresti permetterti si e no un paio di jeans. Allora direbbero: aaahhh ma lo sapevo già, fanculo lo spread. E ricomincerebbero a tirare la cinghia preoccupandosi guardando il tg di ascoltare di nuovo il meteo.
Spread: divenuto di grande attualità nel 2011, è la differenza dei tassi di interesse tra i BTP (Buoni del Tesoro poliennali) italiani e i BUND tedeschi decennali, che nel novembre 2011, ha raggiunto il record oltrepassando di oltre 500 punti il differenziale col BUND tedesco.
Questo comporta che lo Stato italiano paga in più oltre il 5% di interesse annuo rispetto al tasso pagato dal paese di Eurolandia più "virtuoso", che è la Germania. A fine 2011 la Germania colloca i suoi BUND decennali pagando ai sottoscrittori circa il 2% annuo, l'Italia per poterli collocare sul mercato deve pagare circa il 7% annuo, con un differenziale, uno spread oltre il 5%.
Questo comporta che lo Stato italiano paga in più oltre il 5% di interesse annuo rispetto al tasso pagato dal paese di Eurolandia più "virtuoso", che è la Germania. A fine 2011 la Germania colloca i suoi BUND decennali pagando ai sottoscrittori circa il 2% annuo, l'Italia per poterli collocare sul mercato deve pagare circa il 7% annuo, con un differenziale, uno spread oltre il 5%.
martedì 13 marzo 2012
Aire: ricarica il cellulare col respiro
Ecco un'altra invenzione che fa sorridere, o scompisciare dal ridere, o dire un bel mabasta. E' stato inventato Aire, un tecnologico congegno che serve a ricaricare il cellulare o un lettore mp3 con il proprio respiro. Bisogna indossare la comoda mascherina mentre si dorme o si corre e l'anidride carbonica che produciamo viene convogliata in alcune turbine che la trasformano in energia, con lo stesso principio delle pale eoliche. Una genialata incredibile, opera del brasiliano Joao Paulo Lammoglia. L'idea pensandoci bene non sarebbe male, ma l'utilizzo proposto è ridicolo. La mascherina sembra una museruola cibernetica, fa venire in mente quei film catastrofici in cui l'aria sulla terra è diventata irrespirabile e tutti gli esseri umani devono indossare dei congegni per respirare all'aperto. E poi mi domando: cosa succede se uno non va bene di corpo ed ha un'alitosi fulminante? Il telefonino si ricarica più in fretta o le batterie vanno in banana? E se si è degli alcolizzati persi? Con una fiatella che scioglie i metalli? Lo smartphone, che per definizione è intelligente, si becca la puzza di cirrosi o si autodistrugge? Forse potrebbe far partire chiamate automatiche al 118 implorando soccorso. E comunque se di aria si tratta, chissà se con una mascherina più grande, fatta che ne so, a mutanda, si potrebbe trasformare in energia anche quelle sonore puzzette che mettono tanto in imbarazzo? Chi soffre di meteorismo potrebbe tranquillamente comprarsi una macchina elettrica e ricaricarla a scoregge, così vedremo dei bolidi al metano sfrecciare in tutte le città e le autostrade, brindando lieti alla tecnologia!
lunedì 20 febbraio 2012
Festival di Sanremo su Canale 5?
Ha vinto di nuovo Maria De Filippi. Ha vinto Emma. Il Festival di Sanremo ha incoronato vincitore per la terza volta un ex concorrente di Amici e se Emma l'anno scorso avesse partecipato da sola e non con i Modà forse sarebbe oggi al secondo leoncino. Un risultato annunciato, con la sua vittoria che circolava su twitter già diverse ore prima della fine della serata. Sembra davvero che lo strapotere della DeFi e di Canale 5 sia inarrestabile, visto che anche Alessandro Casillo, vincitore di Sanremo giovani, viene dalla fucina di Gerry Scotti e del suo Io Canto. Il ragazzino ha già 150mila fan su facebook e se tanto mi dà tanto appena entrerà fra i big trionferà di nuovo. Quale è veramente il bacino di utenti influenzati dai reality di Mediaset? Possibile che non ci sia mai un successo di qualcuno che esce per esempio da X factor? Reality per reality dovrebbe essere la stessa cosa. Invece no. C'è chi parla di voti comprati con i call center, nonostante le secche smentite. Chissà quale è la verità, di certo Maria si godrà dal divano di casa l'ennesimo trionfo pregustando una versione del Festival ospitata da Canale5, con Platinette e la Maionchi a scendere le scale dell'Ariston al posto di Belen e la Canalis, mentre Garrison e la Celentano litigano in prima fila su quale delle due lo faccia meglio per via dell'impostazione classica. L'orchestra è già condotta da Vessicchio e Perris perciò nulla di nuovo, mentre Grazia di Michele si calerà nuovamente nei panni di cantante in gara con un nuovo intramontabile singolo: le nonne di Gaugin! Rudy Zerbi prenderà il posto di Celentano esibendosi in un monologo di un'ora su come si guadagni molto di più in televisione con Maria che alla guida di Sony Italia! Insomma un'edizione di Sanremo tutta casalinga, con i protagonisti che saliranno sul palco direttamente in ciabatte e coi bigodini in testa (tranne Zerbi) tanto la vittoria resterebbe comunque in famiglia. E buone canzoni a tutti
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