mercoledì 15 dicembre 2010

69 VAFFANCULO

Cari amici, ecco un altro bel MA BASTA!
Mio padre ha i piedi freddi, è così e non ci si può fare niente. Pover’uomo mica è colpa sua. Da quando sono usciti sul mercato quei mega ciabattoni pelosi me li invidia moltissimo perché, ahilui, le taglie da uomo non le fanno.
Ma quest’anno ecco la strabiliante novità: in un negozio del centro di Genova campeggiavano in bella mostra un paio di stivaloni enormi e super pellicciosi, quelli che probabilmente si mette Babbo Natale al Polo Nord quando si toglie la famosa divisa rossa da lavoro e lancia gli scarponi neri nel camino. Esagerazione direte voi, ma voglio vedere cosa ne fareste dei vostri dopo aver consegnato in una sola notte regali in tutto il mondo. Proprio tutto, migliaia e migliaia di chilometri. Gli suderanno un po’ i piedoni no? Ma sto divagando…dicevo? Ah…i ciabattoni numero 43. Enormi. Esagerati. Che ci vuole la fabbrica intera della Trudy per farne un paio. Mio padre sbavava davanti alla vetrina immaginando i suoi alluci festeggiare in un caldo bollore nelle sere invernali, e così glieli ho comprati. Prezzo modico: 39 euro.
E visto che evidentemente non è l’unico uomo a Genova ad avere i piedi freddi, ecco che una mia amica, invogliata dal prezzo, mi chiede dove li ho comprati, perché vuole chiedere a Babbo Natale di lasciarli sotto l’albero per il suo fidanzato. Un paio nuovi ovviamente, non quelli che Santa sogna di reinfilarsi dall’alba della Vigilia.
Indirizzo a colpo sicuro la fidanzata premurosa verso il negozio di cui non farò il nome per evitare pubblicità nascosta ed una eventuale denuncia: Bata.
E gongolo perché adoro il Natale e fare i regali.
Ma il Principe Azzurro resterà deluso perché la mia amica mi ha telefonato dicendo che i pantofoloni da 39 euro non c’erano più, che era rimasto solo il modello da 69 e che il suo fidanzato può tranquillamente attaccarsi al tram e mettersi due paia di calze se proprio rischia di perdere le dita come Messner.
Rimango perplessa perché quando li ho comprati io erano l’unico tipo, ma penso che per Natale ne avranno preso un altro e me ne frego.
E stamattina scatta il MA BASTA.
Girovago per il centro in cerca degli ultimi regali e capito davanti alla vetrina di Bata: in bella mostra i ciabattoni uguali a quelli di mio padre: stesso colore, stessa forma, stessa suola, stessa firma di Santa a garanzia.
Prezzo: 69 euro!
Ma? Maaa? Macchecazzo!! MA BASTA!
Vergogna ed ignominia, prendere in giro a questa maniera la gente. Tanto abbiamo tutti delle tredicesime da miliardari, non ce ne accorgiamo nemmeno se vanno in fumo in un istante.
Ma come si fa ad alzare così spudoratamente il prezzo di un prodotto, senza alcuna motivazione apparente, se non quella di voler fregare i consumatori?
Ovviamente non metterò mai più piede in quel negozio, e vi consiglio di farlo anche voi se vogliamo iniziare a cambiare le cose, perché fin tanto che la gente continuerà a non reagire continueremo a prendercelo nel…ciabattone.
Meno male che li ho comprati ad ottobre.
Scriverò una lettera formale a Babbo Natale suggerendogli di cambiare endorsement.

MA BASTA!!

lunedì 13 dicembre 2010

ALLA TOILETTE DELL’AUTOGRILL IL BIDET E’ INCLUSO!

Il fatto è che non posso farne a meno. Dopo ore di macchina quel fastidioso sentore di vescica che sta per esplodere mi obbliga ad una sosta all’autogrill. 
Mentre mi dirigo verso la scritta toilette rabbrividisco al solo pensiero. Come sarà? L’odore nauseante mi assale in un attimo. Quel misto acre di prodotti detergenti a basso costo e… beh avete capito.
Cerco di utilizzare meno di un millimetro di pelle per aprire con un dito la porta della toilette. Orrori degni del miglior Dario Argento. Protagonista mio malgrado di un martirio annunciato. Mi faccio coraggio ed entro in quella meno disgustosa. E lì comincia lo snervante tentativo di fare pipì.
La tavoletta del water è molto più pericolosa delle famigerate, e mai trovate, armi chimiche per la distruzione di massa di Saddam Hussein. I suoi occhietti gialli, decine di occhietti gialli, mi guardano con sfida. Oserai sederti? Follia totale. Assolutamente no. Cerco invece di stare il più lontano possibile, in quel vano microscopico, con la testa pericolosamente vicina alla porta, i pantaloni tenuti lontano dalla fonte della giovinezza con una mano, e la mente impegnata a convincere le parti interessate di essere a distanza di sicurezza, di potersi rilassare e fare ciò che devono.
Più facile a dirsi che a farsi. Perché proprio mentre sto per iniziare, lo sciacquone scarica! Ora dico, ma non ho mica finito cavolo! Niente, imperterrito riparte ad ogni minimo movimento. E mi fa il bidet. Schizzi di acqua ovunque. Come una contorsionista cerco di evitare gli spruzzi demoniaci e fare pipì più in fretta che posso, ma non c’è scampo. Flush…flush..ma porc…flush…e bastaa… flush…ma chi cavolo ha inventato questo sistema? Litri e litri di acqua buttati solo perché quello stramaledetto sensore è tarato sui deficienti che si siedono sulla tavoletta. Ma chi avrà poi questo coraggio? Roba che ti si incartapecorisce la patata al solo pensiero. Che le mutande ti scappano via da sotto senza che te ne accorgi, e terrorizzate corrono da sole verso la macchina!
E poi vogliamo parlare un attimo della carta igienica??? Ci sono quei mega rulli da 4 km, tutti avvoltolati su se stessi, all’interno del traforo del Sempione. E bisogna inserire il braccio all’interno, cercando di evitare i denti metallici potenzialmente tetanici, per agguantare un lembo del prezioso supporto. Uno pensa che stia lì, a penzolare allegro aspettando un nuovo avventore, invece no. E’ rintanato lassù, in alto in alto, dove osano solo Messner e le aquile. Non si ha mai un fazzoletto di carta in tasca quando serve. E intanto quel bastardo ti infradicia le chiappe.
Ma schiacciare il pomello non va più di moda? “Automatico è più igienico” ti risponde il maledetto ladro che l’ha inventato, progettato, e venduto ad Autogrill con una gara probabilmente sporca quanto i pavimenti dei cessi su cui è installato. Se vai in un aeroporto e ti scappa un bisognino, schiacci un pulsante. In stazione? Idem. All’estero? Neanche da dire. In autostrada no, all’autogrill ti devi infradiciare le terga e su fino all’ombelico. Flush flush e l’acqua potabile se ne va.
Sì potabile. Non che chiunque sano, e anche completamente fuori di testa, si metterebbe mai a bere da un water, ma il soave flusso è puro come quello del vostro rubinetto. Già. Anche lo sciacquone di casa vostra è potabile. Che spreco assurdo. Ma lì almeno vi potete sedere sulla tazza e starci anche un’ora, lieti, a leggere e canticchiare. Poi, felici e più leggeri, potete spostare il nobile fondoschiena e farvi un bidet. Ma solo se lo volete.
MA BASTA

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