martedì 31 maggio 2011

Berlusconi, ora basta!

Gli italiani hanno detto chiaramente a Berlusconi cosa pensano di lui: Mabasta! 
A suon di voti glielo hanno fatto capire, a botte di schede elettorali in faccia. Una batosta ineccepibile, che comunque si inserisce perfettamente non solo nel clima sociale italiano, ma anche in quello europeo. Prima di noi infatti i tedeschi le hanno cantate di brutto alla Merkel, che con la coda tra le gambe ora corre ai ripari, chiudendo tutte le centrali atomiche alla velocità della luce e bandendo dal paese perfino atomino! In Spagna Zapatero si sta ancora leccando le ferite, visto che gli spagnoli hanno usato le sue chiappe per un'improvvisa corrida elettorale. E per una volta noi non siamo stati da meno. La cosa interessante è che si sta avvicinando la data del referendum, e tira aria di tempesta per il governo. Purtroppo però nè la Merkel, nè Zapatero hanno rassegnato le dimissioni dopo la sconfitta alle urne, perciò chiedere o anche solo sperare che Berlusconi lo faccia è perfettamente inutile. Ce lo dobbiamo tenere ancora un po', a meno di clamorosi ribaltoni come solo la Lega sa fare. Il referendum è al momento una meta da raggiungere, è visto come un punto di svolta, come una tappa in salita del Giro d'Italia cui segue una discesa. O almeno così immagina la maggior parte degli italiani. Non so come andrà a finire, ma questa volta non voglio davvero perdermi lo spettacolo, vada come vada. Nel frattempo molti stanno usando la rete per diffondere il messaggio: andiamo tutti a votare. Ha funzionato a Milano e funzionerà di nuovo: tramite i social network l'Italia si risveglia e alza la voce, una voce che non può essere filtrata, censurata, oscurata dalla stampa e dai mezzi di informazione ufficiali estremamente politicizzati.
La mia voce sul web è flebile, pochi quelli che la ascolteranno, ma la mia, più la vostra e quella di tanti altri come noi può diventare un tuono, un enorme boato che inneggia alla democrazia, alla libertà, alla giustizia, alle pari opportunità, al diritto di urlare, tutti insieme, ora Basta!

lunedì 23 maggio 2011

Nessun rispetto per Stefano Cucchi

Io adesso sono proprio stufa. Non ne posso più mabastini, ve lo assicuro. 
Oggi sono andata su giornalettismo. com in cerca di qualche bel mabasta da scrivere, ed è stata sufficiente la foto in prima pagina per farmi venire un giramento di palle senza eguali. All'inizio non ero nemmeno sicura di cosa stessi guardando, se si trattasse di un'immagine tratta da un telefilm in stile CSI o che cosa. Ho dovuto guardare bene per rendermi conto che si trattava di una foto del corpo di Stefano Cucchi scattata dopo l'autopsia. Sicuramente ha scopo di prova, ma chi l'ha messa rete? E non è l'unica, ce ne sono diverse, con varie angolazioni.
Come saprete tutti la morte di Cucchi ha suscitato sdegno e polemiche in quanto si imputa alle percosse subite dal ragazzo dopo l'arresto. Le dinamiche, le colpe, non sono chiare nè tantomeno accertate, eppure qualcuno si è permesso di diffondere la foto del cadavere. Il giovane sembra un alieno, irriconoscibile, con i segni evidenti del lavoro del medico legale.
Ma perchè? Che bisogno c'è di creare sensazionalismo ad ogni costo? 
Non c'è rispetto nella vita come nella morte. Non c'è più limite alla cosiddetta informazione, nel nome del giornalismo ad ogni costo, ed anche del voyerismo. Perchè se certi siti e giornali pubblicano le immagini cruente di morti, mutilati, picchiati, sventrati e più c'è sangue meglio è, vuol dire che è quello che l'utente vuole vedere. Altrimenti non lo farebbero.
Allora mi domando cosa spinga l'uomo a simile morbosità, a vedere i dettagli cruenti, come nelle scene dei telefilm come CSI, la famosa scena del crimine, e di tutti quelli che ne seguono il format. Ne avevo già parlato qualche giorno fa per la morte del ciclista Weylandt.
Il punto è che questa è la vita vera e non finzione. Quel corpo devastato era una persona, con sentimenti, parenti ed amici che gli volevano bene. Indipendentemente dai giudizi su quello che faceva o come lo faceva, perchè ognuno è libero di agire come vuole, secondo i propri valori, e non sta a noi criticare e condannare.
Che dolore proverà la madre di Cucchi sapendo che la foto del figlio morto gira su internet insieme alle notizie del calcio o dei primi topless sulle spiagge? 
Basta, per favore.

Le bustine medicinali appetibili sanno di cerume di uak

Io odio prendere le bustine. 
Che siano medicinali od omeopatiche semplicemente non le sopporto. Eppure ogni tanto capita di averne bisogno. Tragedia ed incubo. Vorrei sapere chi sono i dementi cerebrolesi che le producono. Li vorrei conoscere uno ad uno per riempirli di insulti.
Appetibili. Le definiscono così.
Ma dai, che puntualmente appena il cervello elabora i dati del gusto parte un conato che è un tornado di nausea. Le più comuni, che tutti abbiamo preso almeno una volta, sono quelle all’arancio. Ahh il Fluimicil! Come mi piaceva da bambina: quando avevo una tosse cavernosa con grumi di catarro bronchiale grossi come pomodori, la mia mamma mi scioglieva nell’acqua una bella bustina che per magia diventava arancione e sapeva di agrume, o così mi sembrava. Era l’unico che riuscissi a prendere. Avete ingurgitato del Fluimicil recentemente? A parte il fatto che adesso diventa rosa fosforescente, e già mi inquieta, e che odora di arancio e cera per pavimenti, ha un gusto indefinibile di schifo molto dolce. Poi ci sono quelle con retrogusto alla menta, menta forte, menta fredda, menta marcia, secondo me, nella maggior parte dei casi. Quando ti fa male qualcosa, hai l’artrite, il torcicollo, i reumatismi ti sgargarozzi sto beverone biancastro che sembra orzata ma ti lascia sulla lingua un sapore metallico come se avessi leccato le serpentine della lavatrice piene di calcare! Che poi, la stessa lingua, devi per forza passarla più volte su un cucchiaio pieno di Nutella per mascherare lo schifo. Il che  non si può negare sia un brivido di piacere, basta dimenticarsi di guardarsi il giro vita.  
Ed infine le più immonde: quelle per la costipazione! Queste meraviglie dovrebbero avere il potere di farti fare tonnellate di cacca , cagare come un cinghiale rendendoti felice, perché di solito si prendono quando, per qualche inspiegabile motivo, hai l’intestino annodato  come quei palloncini per fare gli animali. Non passa nulla. E per evitare spiacevoli reazioni e stermini di massa il sostegno della bustina sembra indispensabile. Vriiip, la apri e subito un odore di farro tritato si insinua tra le narici, insieme ad una sensazione di caramella sciolta nella tasca dei jeans. Giri l’acquetta col tuo bel cucchiaino per delle ore, finchè le chiazze scure si unificano in un mirifico fluido marrone. E poi bevi. Subito ti assale la sensazione di esserti appena abbeverato ad un vespasiano e poi, quando una patina oleosa ti avviluppa le papille gustative, rendendole inutilizzabili per sempre, ecco il gran finale, quel retrogusto di merda di topo, di sputo di lama, di cerume di uak. Una tanica di benzina per darsi fuoco all’ugola non c’è mai quando serve. Ed io non ho nemmeno la protezione delle tonsille, un piccolo scudo contro la fogna liquida.
Dicono che siano appetibili. 
Beh, come si dice a Genova, se ti piace la merda è un boccone da re. A chi ghe piase….A me no!

venerdì 20 maggio 2011

Il sesso col viagra rende sordi, le pippe ciechi, la castità tristi

Poveri uomini, che vita infame. Proprio loro che passano buona parte della loro giornata pensando al sesso devono patire le pene dell’inferno, sempre con lo spauracchio di perdere uno dei 5 sensi.  Sì perché fin da bambini gli dicono: chi si fa le pippe diventa cieco e ha le mani con dei calli  grossi come il carapace di una tartaruga ninja. I piccoli con gli ormoni a mille alla fine crescono con al massimo un po’ di astigmatismo o miopia, ma ciechi mai, e comunque  il dover mettere gli occhiali non è scientificamente collegato al gioco di mano.
Anche se gioco di mano gioco da villano una radice nei meandri delle partitelle in solitario deve pur averla.
Ma da oggi una nuova minaccia incombe sull’uomo amante del sesso: il viagra rende sordi.
Orpola che batosta. E’ stato pubblicato in Inghilterra un articolo su una famosa rivista medica, in cui si mette in correlazione all’assunzione del viagra , ed altri due farmaci per potenziare le prestazioni sessuali, la perdita dell’udito in 47 uomini. Dall’America lo stesso allarme arriva per 230 casi circa. I maschietti che ingoiano le pillole blu per garantirsi la riuscita della serata come una bella donnina sono avvisati: occhio  che poi hai bisogno dell’amplifon. Anzi, nemmeno di quello perché pare che la sordità sia totale.
E allora hai voglia poi a fare le porcate senza sentire nulla: amore più piano e lui capisce mettimelo nell’ano ( ovviamente seguendo i suoi desideri e sfrenate fantasie ) Subito ci prova, lei si incazza come una biscia e gli rompe sulla testa l’abatjour! Oppure lei gli sussurra: dimmi che mi ami e lo sventurato capisce: chiedimi come ti chiami. Gli pare bizzarro ma nel sesso i giochetti ci stanno tutti, così lo fa, lei si secca come una goccia d’acqua nel deserto e pensando che lui non sappia nemmeno con chi sta zompando gli piazza uno schiaffone che lo catapulta giù dal letto con una volo da trapezista degno di Moira Orfei.
E poi che gusto c’è a non sentire nulla, neanche quel microscopico respiro affannoso di una donna che finge? Figurarsi i versetti di quella che invece si diverte per davvero? Raro, ma può succedere, e allora perché perderselo?
Più complicità, meno ansie e amore al naturale.  Come da migliaia di anni.
E se farete cilecca pazienza, tanto ci siamo abituate e vi amiamo lo stesso!

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