Visualizzazione post con etichetta sconfitta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sconfitta. Mostra tutti i post

mercoledì 12 ottobre 2011

Bossi a berlusconi: ti tengo per le palle


"Ti tengo per le palle!"
E' piuttosto evidente, decisamente non subliminale il messaggio che oggi Bossi ha mandato a Berlusconi. Sì perchè credere che il senatore della Lega abbia perso la cognizione del tempo rispondendo alle domande dei giornalisti, e che non si sia accorto che nel frattempo alla Camera si stava votando, è davvero impossibile. Passi che, visti i pochi progressi di Umberto in materia di logopedia, per lui articolare una semplice frase richieda tempo e concentrazione, ma dubito perdita di memoria. E' inverosimile che su una materia importante come il rendiconto di bilancio ci si possa distrarre, scordare di votare. Ma in fondo a lui non interessa recitare veloce veloce sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa, tanto la Lega parla chiaro in sede di scrutinio: o con loro, e alle loro condizioni, oppure niente. Bocciatura, storica bocciatura sul primo articolo, come mai era accaduto. E adesso? Si alza il coro di richiesta dimissioni, e solo i ciechi, i sordi e gli ostinati sembrano non avere capito che ancora un volta sarà la Lega a fare l'ago della bilancia.
Ma sul treno che guida il governo su un binario interrotto c'è anche Tremonti, in prima fila, un po' come il Necker, anche lui ministro delle finanze ai tempi della rivoluzione francese. Dopo le sue dimissioni ci fu la presa della Bastiglia, e la testa del re cadde. Cosa ne sarà ora della testa di Berlusconi?

martedì 31 maggio 2011

Berlusconi, ora basta!

Gli italiani hanno detto chiaramente a Berlusconi cosa pensano di lui: Mabasta! 
A suon di voti glielo hanno fatto capire, a botte di schede elettorali in faccia. Una batosta ineccepibile, che comunque si inserisce perfettamente non solo nel clima sociale italiano, ma anche in quello europeo. Prima di noi infatti i tedeschi le hanno cantate di brutto alla Merkel, che con la coda tra le gambe ora corre ai ripari, chiudendo tutte le centrali atomiche alla velocità della luce e bandendo dal paese perfino atomino! In Spagna Zapatero si sta ancora leccando le ferite, visto che gli spagnoli hanno usato le sue chiappe per un'improvvisa corrida elettorale. E per una volta noi non siamo stati da meno. La cosa interessante è che si sta avvicinando la data del referendum, e tira aria di tempesta per il governo. Purtroppo però nè la Merkel, nè Zapatero hanno rassegnato le dimissioni dopo la sconfitta alle urne, perciò chiedere o anche solo sperare che Berlusconi lo faccia è perfettamente inutile. Ce lo dobbiamo tenere ancora un po', a meno di clamorosi ribaltoni come solo la Lega sa fare. Il referendum è al momento una meta da raggiungere, è visto come un punto di svolta, come una tappa in salita del Giro d'Italia cui segue una discesa. O almeno così immagina la maggior parte degli italiani. Non so come andrà a finire, ma questa volta non voglio davvero perdermi lo spettacolo, vada come vada. Nel frattempo molti stanno usando la rete per diffondere il messaggio: andiamo tutti a votare. Ha funzionato a Milano e funzionerà di nuovo: tramite i social network l'Italia si risveglia e alza la voce, una voce che non può essere filtrata, censurata, oscurata dalla stampa e dai mezzi di informazione ufficiali estremamente politicizzati.
La mia voce sul web è flebile, pochi quelli che la ascolteranno, ma la mia, più la vostra e quella di tanti altri come noi può diventare un tuono, un enorme boato che inneggia alla democrazia, alla libertà, alla giustizia, alle pari opportunità, al diritto di urlare, tutti insieme, ora Basta!

Condividi

Share |