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giovedì 13 dicembre 2012

IO NON PAGO: LA RIVOLUZIONE BIANCA


L’imu è un furto, una rapina indecente, una mossa politica dai risvolti devastanti. La seconda rata  cade a ridosso del Natale ed è  il doppio o il triplo della prima. I consumi crollano, la crescita economica diventa sempre più una chimera dalla risata isterica. Dicono che sia per il bene del Paese, per risanare i conti pubblici e far ripartire le industrie. L’unico modo per uscire dalla crisi. Solo un deficiente cerebroleso può credere che sia vero. Anche il più povero, il più ignorante, il meno interessato del mondo alle vicende nazionali si rende conto che si dovrebbe fare l’esatto opposto.

Tagli agli stipendi assurdi di parlamentari, senatori a vita ultraottantenni, pensionati  d’oro da rottamare, ecco da dove bisognerebbe partire. Gente come Andreotti o la Montalcini hanno già le bare foderate di banconote da 500 euro, non gliene servono altre. I pannoloni, il kukident e le batterie di ricambio per l’amplifon non sono così care da giustificare ancora una pensione da parlamentari. E lo stesso vale per Napolitano, che in scadenza di mandato ha pensato bene di farsi aumentare lo stipendio di 8835 euro. Ma cosa te ne fai?  Perché non dare l’esempio e dire no grazie, non mi servono, il paese  non può permetterselo? Vergogna! E’ sempre la solita canzone, la nenia funebre dell’Italia che parla di auto blu, voli di stato, presenza alla prima della scala e viaggi inutili in giro per il mondo, nell’era di internet in cui basta un clic per aprire una video conferenza con qualcuno all’altro capo del globo.

 L’austerity vale solo per noi. Le imprese affondano sotto i colpi dell’iva e dell’inps, vanno alla deriva come i pezzi del titanic dopo lo schianto con l’iceberg, lasciandosi dietro una fila di cadaveri chiamati disoccupati e suicidi. E’ un cane che si morde la coda. Più sale la pressione fiscale più la ripresa si blocca, aumenta la paura, un sottomercato nero che cerca di aggirare le maglie della tassazione creando maggior evasione. In qualche modo dovremmo pur difenderci.

Questo Natale la gente ha gli occhi vitrei per l’ansia, le luci dell’albero sono spente per non spendere in corrente, le case fredde per non accendere il riscaldamento, le tavole misere perché i cenoni costano. Questa è la realtà nell’Italia di quella che fino a pochi anni fa era la media borghesia, e che adesso è sull’orlo della povertà. Niente gioia e tanti pacchetti colorati sotto l’albero. I commercianti tiran giù le serrande per le feste ma non sanno se le riapriranno. I ristoratori svuotano i frighi e non sanno se li riempiranno di nuovo.

Adesso c’è l’imu, poi la tarsu, e aspettiamo la patrimoniale. Quanto può durare?  Perché gli permettiamo di farci questo? Perché lasciamo che espiantino i nostri organi di moribondi da trapiantare ad uno Stato già cadavere? Nel momento in cui smetteremo di respirare perché avranno tassato anche l’ossigeno cosa resterà? Una banda di disgraziati con le tasche piene di soldi, oro, immobili intestati, che giocheranno a carte su un pianeta desolato, tra di loro, senza più spettatori a cui fa pagare il biglietto di entrata per il loro one man show. Perché non siamo capaci di ribellarci, di dire basta e cambiare le cose? Ci vorrebbe una rivoluzione bianca, in cui ogni singolo contribuente decidesse di non pagare le tasse, le multe, le cartelle di Equitalia. Venite ad arrestarci tutti e 60 milioni se volete e se potete. Basta tirar fuori soldi. Mi domando cosa potrebbe fare il governo davanti ad una simile forma di protesta. Sono certa che potrebbe funzionare. Ma ci saranno dei coraggiosi disposti a farlo, ad iniziare il tam tam mediatico per far crescere l’idea ed il movimento “Io non pago?” Mentre mi interrogo su queste possibilità faccio invia dal mio computer  e con una grande parolaccia mando alla banca il mio F24. Maledetta Imu.

venerdì 20 aprile 2012

Monti, i suicidi e l'ora della rivoluzione

Per Monti, 22 suicidi in meno di quattro mesi non sono gran cosa, se paragonati ai 1276 avvenuti in Grecia. Le sue parole, arrivate alla fine del consiglio dei ministri, dovrebbero farci riflettere, farci capire che questo pseudo governo che ci hanno messo addosso deve finire, che bisogna cambiare completamente la classe politica, epurarla. Perchè a Monti, e tutti quelli come lui, degli italiani non frega assolutamente niente. 22 disperati che si uccidono perchè non possono più pagare gli stipendi, o non ne hanno uno e non arrivano più a fine mese, incapaci di sostenere la propria famiglia, sfamare i figli, per il Presidente del Consiglio sono merda da non considerare. Sono briciole di sacrificio sull'altare della ricostruzione italiana. Sulla graticola della crisi che nessuno sa gestire. Chissà il mese prossimo quanta gente si ammazzerà al momento di pagare le tasse, ma in fondo chissenefrega, intanto non sono parenti di Monti o di tutti i ciarlatani che tengono le chiappe su poltrone foderate di euro. Sono fantasmi sociali lontani dagli occhi del potere, persone senza nome che frugano nei cassonetti o rubano un pezzo di carne al supermercato. Sono miserabili che strisciano nella polvere, eppure, quando si tolgono la vita, viene fuori che un nome ce l'avevano, una faccia, una famiglia. Che avevano un lavoro e non erano parassiti, che non rubavano nè strisciavano nella polvere, ma che prima della crisi avevano amici, una macchina, una vita come tante. Una pensione decorosa magari, che con i tagli è diventata carta straccia. Che erano vicini di casa di qualcuno ed avevano una dignità che non volevano perdere. Chi sarà il prossimo? Qualcuno che conosciamo di persona? Di certo non toccherà ai bei politici, agli uomini della Lega oggi sul palcoscenico della vergogna. Sarà ancora dal calderone della gente comune che la crisi estrarrà la prossima vittima, finchè non ci stuferemo e manderemo all'aria questo cavolo di paese, con le armi in pugno ed il fuoco.

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