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mercoledì 4 aprile 2018

Bitcoin Code: la truffa che sfrutta il nome di Elon Musk

La truffa Bitcoin Code non conosce vergogna. 
Nonostante le numerose segnalazioni che avvisano gli utenti internet di non cadere nella truffa del programma automatico di profitti Bitcoin Code, il loro sito è attivo più che mai. Si sono moltiplicate le pubblicità a pagamento sui social come Facebook e Instagram, in cui si dice che Elon Musk avrebbe addirittura investito 550 milioni di dollari per sviluppare ulteriormente la loro piattaforma, e che sarebbe ormai pronto a lasciare la guida di Tesla e Space x per lavorare a tempo pieno su questa nuova visionaria iniziativa. Chi se ne frega del progetto di mandare la gente su Marte, o di avere una macchina Tesla in orbita, che trasmette in streaming dallo spazio! Elon ci vede lungo, Elon investe in Bitcoin Code. Davvero? Ma per favore!
Lo scopo di Stefano Savarese, volto italiano del Bitcoin Code? Ridistribuire la ricchezza mondiale, togliere dalle mani avide dei multi milionari il denaro in eccesso e darlo ai poveri investitori, che con un deposito iniziale di appena 250 $ potranno vedere il loro capitale raggiungere quote astronomiche in pochi giorni. 



13 mila euro sono garantiti in 24 ore. Sissignori, garantiti. 
Basta iscriversi, inviare il proprio deposito ed aspettare che dei bot super sofisticati facciano trading tra le centinaia di cripto valute. Si può stare comodamente seduti sul divano a guardare telefilm o la Vita in diretta, mentre i proprio soldi lievitano meglio di un dolce farcito di Pane Angeli!
In realtà, una volta inviato il denaro, la dashboard con i dati del proprio conto verrà gonfiata in maniera fittizia, dando l'illusione di aver guadagnato davvero! Entusiasmo, perepepè e stappare subito una bottiglia di champagne, o di barolo della Lidl se non si ha niente di meglio sottomano. 
In fondo il Bitcoin code è stato creato per la gente comune, che non sa assolutamente niente di investimenti e cripto valute, e che generalmente si affida ai consigli della De Filippi o della Prova del Cuoco per fare la spesa o gestire le problematiche della vita quotidiana. 
A quel punto, convinti di aver un bel gruzzoletto da riscuotere, si chiede il trasferimento della cifra guadagnata dalla piattaforma al contocorrente . 
E qui casca l'asino. Transazione non abilitata. Problemi di connessione. Telefonate dal broker con sede in Albania o Bulgaria che dice: no, siamo spiacenti, al momento non può ritirare il suo denaro. Serve un certo numero di transazioni, il sistema è sovraccarico e la rava e la fava.
Morale: soldi persi.
Inutile fare denuncia alla Polizia postale o cercare di richiedere indietro la transazione al proprio provider di carta di credito o alla banca in caso di bonifico. I soldi saranno già in qualche paradiso fiscale con il finto Savarese in costume e ciabatte a bere Pina Colada sparapanzato su una spiaggia di sabbia purissima, mentre il truffato rosica e si imbottisce di gaviscon e xanax, a seconda dell'ammontare di soldi buttati.
Anche solo registrarsi al sito senza depositare nulla si trasforma in un incubo: i call center di Bitcoin Code non mollano l'osso facilmente e perseguitano le persone con decine di telefonate per indurle ad investire. Non si riesce nemmeno a cancellare l'account.
E se si dà anche solo un'occhiata alla pagina e poi si esce senza registrarti compare un bel pop up minaccioso in cui si dice: ehi, sei un cretino, hai fatto l'errore più grande della tua vita. Povero idiota, potevi far piangere di invidia Zio Paperone e invece te ne vai così, con le tasche bucate piene di tarli. 
OK, le parole non sono proprio testuali, ma il concetto è quello.

Morale della favola: le truffe sono sempre dietro l'angolo e la fama di Bitcoin induce molti sprovveduti a sognare i soldi facili. Ma il mercato delle cripto valute non è per tutti e di certo non è un generatore automatico di profitti.
Uomo avvisato, mezzo salvato!

domenica 25 febbraio 2018

Trip Advisor: il mio ristorante chiuso da un anno ha vinto un certificato di eccellenza

Come fa un ristorante chiuso da un anno a ricevere il certificato di eccellenza di Trip Advisor? Ho aperto l'email oggi e ho trovato la seguente comunicazione:
Peccato che il mio ristorante sia chiuso dal 31 Ottobre 2016.
Davvero fiera di ricevere un bel riconoscimento dato a caso, per far credere alla gente che Trip Advisor, col suo bel fatturato annuo di 2 miliardi di dollari, sia una cosa seria.
Negli anni di attività ricevevo ogni settimana delle offerte per recensioni a pagamento, buone o cattive. Si partiva da 250 euro per 15 recensioni in un mese, fino ad arrivare a 600 euro per l'affarone: abbonamento annuale con oltre 150 positive.
Volendo c'era l'altra parte della medaglia, quella che ti comunicavano al telefono chiamando, generalmente, intorno all'una o alle otto, mentre stavi spadellando in cucina come un dannato, la cameriera volava in sala portando piatti, il sommelier stappava bottiglie e il primo derelitto che aveva un attimo di tempo faceva i caffè e lavava i piatti. Una normale serata in un locale di provincia insomma.
Ti chiamavano e tu dovevi riattaccare cortesemente, senza insultarli come dei cani come avresti voluto, bofonchiando un "sì sì" quando dicevano che avrebbero ritelefonato il giorno dopo ad un'ora più consona. Così alle 11 squillava il telefono e ti offrivano il lato oscuro: le recensioni negative per i tuoi concorrenti!
Noi non abbiamo mai aderito a questo servizio per due motivi: la cosa ci dava il voltastomaco e non ne avevamo bisogno. Qualcuno invece non la pensava così nei nostri confronti, perciò qualche recensione negativa senza fondamento l'abbiamo ottenuta, sia su Trip Advisor che su Google. Vi metto la foto dello screen shot dell'ultima, alla quale ho risposto forse poco cortesemente, ma non ho potuto farne a meno. Per un minimo di orgoglio sottolineo che le 3 stellette sono dovute al fatto che molte persone ce ne abbiano data una sola per comunicare che la struttura è chiusa.
Ma gli anni sono passati da quando facevo la cuoca nella mia cucina e ho scoperto che le cose sono peggiorate notevolmente.
Ci sono siti come http://www.cinqueuro.com, in cui per 5 euro si possono acquistare recensioni, like su facebook, instagram, qualunque cosa. Un singolo usa il suo profilo per guadagnare scrivendo frottole, bugie, cagate, nullità su internet, riempiendo la rete di falsità inimmaginabili. Di cosa ci si può fidare ormai, se chiunque può dare il proprio parere a pagamento su mezzi elettronici in grado di raggiungere in un attimo milioni di persone?
Prima di avere l'attività usavo Trip Advisor, scrivevo le mie recensioni su ristoranti e alberghi, ma ormai ho smesso.
A qualcuno di voi è mai capitato di scegliere per cena un locale super raccomandato e mangiare cartone condito, quando andava bene? A me sì, e il cartone non era nemmeno surgelato di pessima qualità, ma qualcosa che le mie viscere non hanno minimamento gradito, facendomelo notare per tutta la notte.
Quindi evviva l'ennesimo strumento dal bel potenziale mandato in vacca dal desiderio di profitto.
Andiamo al ristorante seguendo il passaparola, o fermiamoci dove vanno i camionisti, perchè, come si dice, se ci sono loro, si mangia bene.

martedì 26 giugno 2012

Carpedeal in liquidazione



Ecco l'email ufficiale di carpedeal:
"Egregio Partner,
con la presente Le comunico che in data 11 giugno 2012 l'Assemblea dei Soci della società INNIT - Innovazione Italiana S.r.l. (proprietaria di CarpeDeal.it), preso atto dell'impossibilità di proseguire gli scopi sociali, ha deliberato lo scoglimento anticipato della società e la conseguente messa in liquidazione, nominando lo scrivente quale Liquidatore.
In ragione di quanto sopra, La informo che sto provvedendo - ed in tal senso ho necessità di un congruo periodo di tempo - ad un esame completo e definitivo della situazione debitoria della Società allo scopo di verificare la fattibilità di qualsiasi soluzione che possa consentire il migliore soddisfacimento per il ceto creditorio.
Nel frattempo a tutela della "par condicio" mi asterrò ovviamente dal compiere qualunque pagamento che possa essere lesivo di tale principio.
Restando a Sua disposizione, porgo distinti saluti."
Genova, 25 Giugno 2012





sabato 9 giugno 2012

Carpedeal, la truffa dei coupons

Carpedeal: la pagina che annuncia la truffa con parole gentili
Carpedeal ha chiuso. Molti italiani hanno comprato da loro un coupon per avere servizi, pranzi, cene, soggiorni con forti sconti ed altrettanti ne hanno usufruito.  I commercianti hanno incrementato il loro giro di clienti e gli acquirenti si sono goduti promozioni vantaggiose. Un vero e proprio  affare per tutti. Ma da Aprile la macchina dei coupons si è inceppata: i pagamenti agli esercenti che avevano fatto le offerte non sono più stati inviati. Niente bonifici, niente di niente, mentre i clienti continuavano ad usare gli sconti già pagati alla ditta che forniva il deal. Adesso sulla pagina ufficiale di Carpedeal compare una scritta quantomai offensiva: Ci sono Novità! Ma la vera novità non è che i deals su certe città come Genova sono stati interrotti, è che sono scappati con la cassa. I telefoni squillano a vuoto, le email tornano indietro, i numeri di contatto per i partners sono diventati fax. Insomma si sono dati alla macchia con in tasca i soldi dei deals già acquistati e pagati dai clienti, e quelli che avrebbero dovuto rimborsare agli esercenti per i coupons utilizzati. Si parla di centinaia di migliaia di euro, tenendo conto che la percentuale trattenuta su ogni affare concluso si aggirava intorno al 30% + iva. Una bella sommetta. Adesso chi è stato truffato dovrà fare causa alla Innit Innovazione Italiana, nella speranza di riuscire a recuperare i propri soldi, anche se con una dichiarazione di fallimento e il malloppo nascosto chissà dove saranno solo briciole quelle che rientreranno nei magri portafogli degli utenti. 
E così un'altra buona idea per far girare l'economia soccombe alla malafede ed alla truffa Made in Italy. Tutto ciò che è buono diventa merda in un paese che ormai cola a picco più in fretta della Costa Concordia e da cui, a fatica, riusciremo a metterci in salvo.

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