martedì 11 gennaio 2011

CHE TI VENGA...

Questo è un post retroattivo.  Tornate per un attimo con la mente alla sera del 23 Dicembre. Gli Angeli facevano le ultime prove di canto per la messa di mezzanotte della Vigilia, Babbo Natale oliava la slitta e riponeva, ahilui, i ciabattoni da casa nell’armadio per infilarsi gli stivali, le campane scampanellavano con campanelli e campanellini e tutti erano più buoni. Quasi tutti. Tutti tranne quel gran bastardo che…ma andiamo con ordine.
Erano le 19.30 di una giornata inverosimile, folle di preparativi per la partenza. Andavo in campagna, con famiglia, gatto e tanta tanta roba! La macchina stracarica rombava nell’attesa di correre nel buio verso la meta tanto attesa. Un paio di cherubini ribelli, o forse un centinaio, si divertivano a rovesciare sulla città tonnellate di acqua, pioggia come le cascate Vittoria, cascate  come lo tsunami di parolacce che esplodevano dalla bocca della gente ad ogni schizzo, pozzanghera e tuono. Buon natale, suvvia. E’ ora di andare, l’ultima a salire in macchina sarà la mia Steffi, sorellina pelosa e miagolante.
Così vado a prendere il bolide di mio padre, attrezzato con ruggenti gomme da neve. Faccio retromarcia per uscire dal garage e mi fermo, sporgendo appena appena verso la strada, a fare gli auguri ad un simpatico cane con padrone mio condomino. “Auguri signor condomino, Buon Natale!” E sbadabang, stacrash, e anche un bel maporc… Un idiota di proporzioni cosmiche, un bastardo che disgusterebbe anche un serial killer, un pezzo di merda che spero si sia sciolto in un mare di diarrea durante il pranzo in famiglia mi ha centrato in pieno. Un botto da paura. E nella pioggia scrosciante ho visto una macchina che a folle velocità, almeno 80 all’ora, schizzava via lontana dal luogo del misfatto.
MA BASTA!!!
Desolato un cerchione scivolava lungo la discesa. Il mio vicino era una statua di sale con ombrello! Io una erinni incazzata. Scendo dalla macchina sconvolta. Non vi descrivo per decenza lo stato del paraurti e della marmitta dell’auto di mio padre. Pover’uomo, felicissimo quando gliel’ho fatto vedere. In spirito assolutamente natalizio ha detto solo: “Pazienza, meno male che non ti sei fatta male!”.
Quello che ho augurato io al pirata sulla toyota è leggermente diverso. Appena appena. Mi sono fatta un film esagerato sulle possibili catastrofi da gufargli per le vacanze. Una riga di sfighe che se per caso gliene è arrivata una starà piangendo ancora adesso.
Per iniziare la solita diarrea ad intermittenza, quella che ti fa venire un mal di pancia che vorresti strapparti le budella, e quando ti dà tregua e per un attimo pensi che non accada più nulla, tac, ti ritrovi con i calzini fradici e le dita dei piedi incrostate. Che te le devi segare per non parlarne più.
E certo loro, le mitiche emorroidi, quelle a grappolo, sanguignolente, che quando ti siedi resti sollevato di 5 cm e senti un male che ti trapana le orecchie.
Flatulenza molesta e puzzosa, incontrollabile, nei momenti meno opportuni, tipo all’elevazione durante la messa di mezzanotte o alle 23.59 e 56 secondi del 31 Dicembre, che tutti gridano buon anno e si baciano lieti ma lo champagne è ancora tappato!!
Impotenza cronica ed avvizzimento del pisellino, che neanche un container di viagra lo possa riportare in vita anche solo per far pipì, figuriamoci dell’altro. Che gli venga così piccolo che persino un playmobil lo possa prendere per il culo a vita!
Forfora da riempire uno stadio, carie come le grotte di toirano, calli come gobbe di cammello.
E spero che abbia acquistato due biglietti della lotteria italia: quello prima e quello dopo l’estratto vincente! Più tante piccole altre cose che lascio alla vostra fervida immaginazione e che vi invito, per ridere, a descrivermi con un commento.
 Perché non si può sfondare la macchina ad una persona ferma, sbandando sull’asfalto fradicio perché piove così tanto che pensi di dover salire sull’arca in tutta fretta, e non fermarsi a chiedere scusa, vedere se hai fatto male a qualcuno e soprattutto lasciare i dati della tua assicurazione, o stronzo, per non pagare i danni.
MA BASTA gente così, gente laida e schifosa che non ha nemmeno il coraggio delle proprie azioni, che non ha rispetto per altri che per se stessa, che crede di poter fregare il mondo e restare impunito.
Ti voglio dire una cosa cerebroleso: per te, sull’arca, il posto non c’è!

4 commenti:

  1. Bellissima! Ho ancora i lacrimoni sulle guance dalle risate!
    Meglio del mitico Rollerball :)

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  2. Io ci aggiungerei, buon peso, una botta di alito mefitico. Qualcosa di talmente terrificante che, per citare non mi ricordo più chi, se anche lo stronzone oggetto dei nostri benevoli pensieri facesse una terapia della durata di tre mesi con 30 sciaqui al mentolo al giorno, non appena decidesse di aprire bocca il miglior risultato ottenibile fosse la netta sensazione di essere vittima di qualcuno che abbia fatto un'immensa cagata in una pineta. Oh. (i tempi verbali sono messi un po' a casaccio, ma il concetto arriva forte e chiaro, no? Un po' come la puzza di cacca... ;) )

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  3. Laura, ti avevo già scritto, ma il commento non è stato postato! quindi ci riprovo!!!
    a parte le risate ( la tua descrizione è spettacolare!!) spero che allo stronzo si sia fermata la macchina quella stessa sera in un posto impervio e desolato, dove non prendeva neanche il cellulare...bel Natale chiuso nel suo bolide di m....!!!!
    Dany

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  4. condivido, anche se avrei usato una terminologia un pò più signorile... il daddy inculato.....

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