venerdì 14 gennaio 2011

Adelina brutta belina!

E’ calata la sera. Il sole sta  tramontando dietro il grattacielo della Sip ( vi ricordate la Sip?), e io mi aggiro in casa  senza tregua. Sbuffo, sudo e bevo litri di acqua. Fa un caldo micidiale. 25°, almeno. Passerà mai questo maledetto inverno? Ma soprattutto, abbasseranno mai quella diabolica caldaia? Perché siamo a Gennaio e io dormo col pigiama estivo, quello con la magliettina leggera col lupo che ulula alla luna e i pantaloncini a mutanda col lupo che ulula alla cellulite. Soffoco. Ma è legale tenere così alto il riscaldamento? No perché io cuocio.
Ho chiuso quasi tutti i caloriferi e ieri pomeriggio, in maniche corte, ho avuto un attacco isterico e gridato MA BASTA  levandomi i calzetti e lanciandoli dalla finestra. Mi sono attaccata al telefono: caro Amministratore, visto che qui si paga una rata da strabalto mi può spiegare perché sembra di stare ai Caraibi in casa mia? Però senza  Pina Colada e la sabbia che ti si infila tiepida fra le dita? Lui bofonchia qualcosa: no è che alcuni condomini, sa ai piani alti…
Non c’è bisogno di aggiungere altro, ho già capito. E’ colpa sua, di Adelina, la mummia del sesto piano. Vecchia come bacù, storta come un ramo di quercia secolare, stronza come la strega di Biancaneve: Adelina, la vecchia inquilina centenaria. Ora, non è che in questo palazzo si cambino ancora i pannolini, l’età media è ben oltre i sessantacinque, ma lei, Adelina, va oltre. Oltre ogni record, oltre ogni buon senso, oltre la decenza sulle aspettative di vita. E scassa il belino. Ha freddo, poverina, dice l’Amministratore, ed io non so come spiegargli che potrebbero mettere la caldaia in pressione come il Krakatoa ma lei l’ avrebbe comunque, perché si mette il visone a Luglio, e perché il gelo che sente nelle ossa non dipende dai caloriferi bassi, ma dalla risata sottile della morte che ogni giorno le soffia un po’ più addosso, in attesa del gran finale.
E che si metta una stufetta, dico io. Ma ne ha già dieci, forse mille. Pensate che credevo avesse cambiato badante: prima c’era sempre con lei una ragazza di Barletta, adesso, credevo, una bella Nigeriana. Ma quando l’altro giorno mi ha salutato per le scale ho riconosciuto la voce. “E’ la melanina” mi ha detto “Con quel caldo sembra di stare all’equatore!” Complimenti per l’abbronzatura, però che fatica. Pesava cento kg la poveretta, adesso 70. Certo male non le fa, ma va in giro con le mollette per tener su i pantaloni e suda così tanto che quelli di sotto hanno un infiltrazione sul soffitto e le vogliono fare causa!
Adelina, ma basta dai! Dormi con 4 scaldasonno, che mai una volta ti vadano in corto? Se hai freddo fatti un bagno caldo, magari, che so, nell’olio bollente, che liscia la pelle! Oppure mettiti una borsa dell’acqua calda nei vasi canopi, così ti tieni al caldo gli organi. O magari, va là, infila la capoccia nel forno a 180° e stacci una mezzoretta, un po’ su una guancia, un po’ sull’altra che ti dori meglio. Fatti fare una bella fagiolata e vai di bombe nel pannolone, così ti scaldi le terga. Sta eruttando l’Etna: fatti mandare un po’ di lava e infilatela nella bara!
Hai seicento anni, non è abbastanza? E no, no no no. Hai freddo, tu, ma io son litigata col gatto, perché da quando siamo tornate da Giusvalla, con media esterna a zero gradi, mi tiene il muso. Avevi detto che stavamo 15 giorni e invece è estate, mi miagola cambiando pelo come una disperata. E’ lì che si lecca come un ossesso pensando di essere in ritardo sulla tabella di marcia, offesa che le abbia fatto perdere tempo a tradimento, vagolante in una nuvola di peli che non sanno più dove stare.
Fa così caldo, giù da me, che ieri ho infilato la mano nella scatola delle scorzette d’arancia ( ahh, golose scorzette) e una dolce espressione di stupore mi è affiorata alle labbra: ma che cazzo è??? Sciolto. Lo zucchero liquido. Galleggiavano come barbie nella vasca da bagno, come mosche morte su uno stagno, come le bolle del dixan piatti nel lavandino. Ho preso il calendario è ho cominciato ad imprecare. Due volte, perché le dita piene di glucosio si appiccicavano alle pagine senza vergogna.
Mi esce lava dal bidet!
Adelina, brutta belina! Capisco che hai duemila anni ma deviare le tubature del gas provenienti dalla Russia per scaldarti casa non mi sembra una buona idea. Perché poi, invece che in una squallida stanzetta d’ospizio, te ne stai in 250 metri quadrati con le finestre del 1950 a dispersione totale di calore. Ed esci, sulla tua bella sedia a rotelle, con la sacca di fisiologica sotto la volpe argentata. Ma dove cazzo vai??? Anche quel giorno là, che stava per nevicare e c’era quella bella lastra di ghiaccio davanti al portone. Volevi ricordare i brividi dell’ultima glaciazione, e certo! Ma che ti fosse scivolata la badante spedendoti come un razzo in mezzo alla curva di Corso monte Grappa mentre passava il 49! Insomma, non se ne può più. Stasera, per cena, hamburger al formaggio. Riapro un calorifero e ce lo schiaffo sopra. Un minuto per lato e via. La sottiletta dal sifone la faccia scrostare alla vecchia belina!

3 commenti:

  1. sei una grande!!!!! : )))))
    Dany

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  2. Eh eh ti stai decisamente "silvesterizzando".
    La cosa mi piace...e mi fa anche un po' paura ;)

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  3. Ti consiglio un film di Michael Winner del 1977 The Sentinel. L'Adelina non e' un prete cieco ma spesso cerchiamo l'Inferno in basso, senza renderci conto che a volte e' in alto...al sesto piano.. e brucia.
    Saluti, Scrittrice.
    m.

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