lunedì 13 dicembre 2010

ALLA TOILETTE DELL’AUTOGRILL IL BIDET E’ INCLUSO!

Il fatto è che non posso farne a meno. Dopo ore di macchina quel fastidioso sentore di vescica che sta per esplodere mi obbliga ad una sosta all’autogrill. 
Mentre mi dirigo verso la scritta toilette rabbrividisco al solo pensiero. Come sarà? L’odore nauseante mi assale in un attimo. Quel misto acre di prodotti detergenti a basso costo e… beh avete capito.
Cerco di utilizzare meno di un millimetro di pelle per aprire con un dito la porta della toilette. Orrori degni del miglior Dario Argento. Protagonista mio malgrado di un martirio annunciato. Mi faccio coraggio ed entro in quella meno disgustosa. E lì comincia lo snervante tentativo di fare pipì.
La tavoletta del water è molto più pericolosa delle famigerate, e mai trovate, armi chimiche per la distruzione di massa di Saddam Hussein. I suoi occhietti gialli, decine di occhietti gialli, mi guardano con sfida. Oserai sederti? Follia totale. Assolutamente no. Cerco invece di stare il più lontano possibile, in quel vano microscopico, con la testa pericolosamente vicina alla porta, i pantaloni tenuti lontano dalla fonte della giovinezza con una mano, e la mente impegnata a convincere le parti interessate di essere a distanza di sicurezza, di potersi rilassare e fare ciò che devono.
Più facile a dirsi che a farsi. Perché proprio mentre sto per iniziare, lo sciacquone scarica! Ora dico, ma non ho mica finito cavolo! Niente, imperterrito riparte ad ogni minimo movimento. E mi fa il bidet. Schizzi di acqua ovunque. Come una contorsionista cerco di evitare gli spruzzi demoniaci e fare pipì più in fretta che posso, ma non c’è scampo. Flush…flush..ma porc…flush…e bastaa… flush…ma chi cavolo ha inventato questo sistema? Litri e litri di acqua buttati solo perché quello stramaledetto sensore è tarato sui deficienti che si siedono sulla tavoletta. Ma chi avrà poi questo coraggio? Roba che ti si incartapecorisce la patata al solo pensiero. Che le mutande ti scappano via da sotto senza che te ne accorgi, e terrorizzate corrono da sole verso la macchina!
E poi vogliamo parlare un attimo della carta igienica??? Ci sono quei mega rulli da 4 km, tutti avvoltolati su se stessi, all’interno del traforo del Sempione. E bisogna inserire il braccio all’interno, cercando di evitare i denti metallici potenzialmente tetanici, per agguantare un lembo del prezioso supporto. Uno pensa che stia lì, a penzolare allegro aspettando un nuovo avventore, invece no. E’ rintanato lassù, in alto in alto, dove osano solo Messner e le aquile. Non si ha mai un fazzoletto di carta in tasca quando serve. E intanto quel bastardo ti infradicia le chiappe.
Ma schiacciare il pomello non va più di moda? “Automatico è più igienico” ti risponde il maledetto ladro che l’ha inventato, progettato, e venduto ad Autogrill con una gara probabilmente sporca quanto i pavimenti dei cessi su cui è installato. Se vai in un aeroporto e ti scappa un bisognino, schiacci un pulsante. In stazione? Idem. All’estero? Neanche da dire. In autostrada no, all’autogrill ti devi infradiciare le terga e su fino all’ombelico. Flush flush e l’acqua potabile se ne va.
Sì potabile. Non che chiunque sano, e anche completamente fuori di testa, si metterebbe mai a bere da un water, ma il soave flusso è puro come quello del vostro rubinetto. Già. Anche lo sciacquone di casa vostra è potabile. Che spreco assurdo. Ma lì almeno vi potete sedere sulla tazza e starci anche un’ora, lieti, a leggere e canticchiare. Poi, felici e più leggeri, potete spostare il nobile fondoschiena e farvi un bidet. Ma solo se lo volete.
MA BASTA

1 commento:

  1. Ah quanta lucida e accurata verità in questo post!
    Ma vogliamo parlare anche dei crampi ai quadricipiti che ti vengono per la forzata sospensione?
    Ebbene sì, lo ammetto, in rarissime ed estreme occasioni la toilette dell'autogrill ha generato in me l'invidia del pene...o di una qualunque protesi estendibile dalla quale far uscire a distanza di sicurezza la mia plin plin ;)

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